Vaccini? Si grazie. I dubbi da sfatare: iniziare a 3 mesi non è troppo presto

Continua la rassegna “Vaccini? Si grazie. I dubbi da sfatare”

Se ricordate la scorsa settimana abbiamo affrontato insieme con voi un primo grande dubbio.
“Meglio avere una malattia naturale o effettuare la vaccinazione? E poi perché si continua a vaccinare contro malattie che sembrano scomparse?”.E vi abbiamo mostrato come le malattie infettive che si possono contrarre sono molto più pericolose per la salute del vostro bambino rispetto agli eventuali effetti collaterali dei vaccini.

Oggi invece cerchiamo di capire perché è importante iniziamo a vaccinare i bambini a tre mesi. 

Immaginiamo infatti che molti genitori abbiano paura che sia troppo presto. Cerchiamo di capire perché non è così e non c’è nulla da temere.

Come vi abbiamo detto, questa è una rassegna.

La prossima settimana il terzo mito “Perché bisogna eseguire dei vaccini tutti insieme? Non sarebbe meglio farli separatamente?”

Attendiamo vostri commenti, vostre perplessità. Vostri dubbi, se ne avete

 

Ma non è  troppo presto vaccinare un bimbo di tre mesi?


La risposta a questa domanda è no
. Però, immaginiamo che questo sia uno di quei dubbi che molti genitori possono avere.

Immaginiamo che alcuni di voi lo possono ritenere pericoloso per la salute del vostro bambino. Invece non è assolutamente così. E vi spieghiamo perché.

Studi scientifici dimostrano che il neonato reagisce molto bene al vaccino formando rapidamente anticorpi.

Quando è ancora nel grembo materno, il bambino assorbe gli anticorpi della madre e comincia, nel contempo, a formare i propri.

Subito dopo essere nato, per alcune settimane o mesi il neonato è ancora protetto dagli anticorpi materni, ma già in questa fase precoce comincia a dotarsi di un sistema immunitario autonomo, che lo proteggerà da una serie di rischi.

Gli anticorpi che sono passati al neonato attraverso la placenta lentamente calano nel giro di qualche mese. Studi dimostrano che gli anticorpi  presenti nel latte materno proteggono prevalentemente nei confronti di malattie gastrointestinali.

E ora facciamo un esempio.

Come abbiamo già scritto, la pertosse è molto grave nel primo anno di vita.

Il germe circola ancora dando forme di “tosse protratta nel tempo”. Negli adolescenti e negli adulti spesso non è riconosciuta ma è comunque molto contagiosa. L’unico modo per proteggere i lattanti dalla pertosse è vaccinare le donne gravide dopo la ventottesima settimana di gravidanza. In questo modo il neonato può essere protetto dagli anticorpi materni. Questo succede in quanto il bambino assorbe gli anticorpi della madre.
È però vero che se la mamma non è vaccinata o ha contratto la pertosse da bambina non può passare gli anticorpi al proprio figlio. Attenzione! Contrarre la pertosse non rende immuni per sempre ma ci protegge solo per una decina di anni.

Quindi per essere sicure di passare gli anticorpi che possono difendere nostro figlio dalla pertosse, dobbiamo essere vaccinate.

Il passaggio degli anticorpi attraverso il latte materno non potrà essere per sempre e il latte materno non protegge da tutte le malattie infettive.

Il bimbo deve essere vaccinato nei primi mesi di vita  in modo che possa formare anticorpi suoi che lo proteggano quando calano quelli della mamma.

QUINDI…

Queste considerazioni, sono vere anche per tutte le altre malattie infettive.

Non possiamo proteggere i nostri bambini con il latte materno per sempre.

Per proteggerli dai rischi connessi alla malattie infettive di cui abbiamo un vaccino, abbiamo un unico strumento: la vaccinazione.

Vi ricordiamo che ci piacerebbe sapere qual è la vostra esperienza. Quali sono le vostre perplessità e dubbi eventuali. 

Alla prossimo mercoledì, dove parleremo di: “Perché bisogna eseguire dei vaccini tutti insieme? Non sarebbe meglio farli separatamente?”

3 thoughts on “Vaccini? Si grazie. I dubbi da sfatare: iniziare a 3 mesi non è troppo presto”

  1. Buongiorno,
    ho letto con attenzione ma rimango con un dubbio da risolvere: dal momento che il sistema immunitario dei bambini è stimolato grazie al contatto con elementi estranei soprattutto a livello intestinale, perché il vaccino viene iniettato a livello muscolare?

    1. Salve Francesca,
      ci scusiamo per averla fatta attendere.
      In ogni modo per rispondere al suo quesito, le evidenziamo che cellule del sistema immunitario sono quasi ubiquitarie nel nostro corpo e il muscolo è una zona particolarmente adatta a stimolarle.
      Molte proteine che potrebbero agire da vaccino se venissero ingerite verrebbero degradate dalla digestione.
      A presto

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