Le emergenze in sala parto: a Mirandola, la sicurezza è garantita. Ne parliamo con Laura Sgarbi…

Oggi, parliamo delle emergenze-urgenze che possono capitare a mamma o bambino durante il parto.

Ne parliamo con Laura Sgarbi che ci spiega come vengono affrontate e gestite nel Punto Nascita dell’ospedale di Mirandola.

Noi le abbiamo posto alcune questioni. Ma quali sono le vostre domande?  

Laura è disponibile a continuare con voi l’intervista.

Ciao Laura, ti vuoi presentare?

Buongiorno a tutti sono Laura Sgarbi, un medico-ginecologo del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Mirandola.

Andiamo subito al punto: partorire a Mirandola è sicuro?

Credo che questa sia una domanda che molte mamme possono porsi quando si avvicinano al momento del parto. La risposta è si, ma va puntualizzata.

Il primo obiettivo dell’assistenza alla nascita è una mamma e un bambino in perfetta salute. Tutto questo dovrebbe avvenire in un luogo più vicino possibile alla sua casa, con un livello di cura compatibile con la sicurezza. Per garantire la sicurezza, sono necessari alcuni passaggi.

Tutto parte da un’accurata selezione del rischio.  A Mirandola partoriscono solo donne con una gravidanza giudicata a basso rischio.

Il rischio sanitario si distingue sostanzialmente in basso, medio e alto. Come sappiamo, in medicina il rischio zero non esiste.
Per basso rischio intendiamo tutte quelle gravidanze fisiologiche (che vanno bene) e che hanno bisogno di un basso interventismo medico. Gravidanze che presentano una bassa probabilità di andare incontro a complicanze in travaglio parto. Nella nostra realtà, dove la sanità è molto sviluppata, le donne che decidono di avere un bambino hanno nella stragrande maggioranza una gravidanza fisiologica

Le donne con gravidanze ad alto rischio invece non possono partorire a Mirandola. Vengono seguite da noi fino all’epoca gestazionale possibile e poi però vengono inviate in strutture ospedaliere che presentano caratteristiche diverse, cioè organizzate per assistere anche situazione patologiche. Queste tipologie di gravidanza, vengono quindi, in ultima fase, trasferite nell’ospedale più idoneo per la loro gestione.
Generalmente il Policlinico di Modena per gravidanze pre-termine (prima di 32 settimane) o l’ospedale di Carpi per gravidanze più avanzate (32-37 settimane). I bambini prematuri richiedono infatti di essere ricoverati in un reparto di neonatologia fino al raggiungimento della loro maturità. Inoltre ci sono patologie materne di base, spesso preesistenti la gravidanza che richiedono una assistenza multidisciplinare tipica di ospedali con tante specialistiche.

Puoi spiegarci meglio come avviene la valutazione del rischio in gravidanza?

Il rischio è una valutazione dinamica. Può cambiare durante il corso della gravidanza. Per questo richiede una sorveglianza sanitaria molto attenta

Il rischio viene definito subito, alla prima visita in consultorio e da qui viene impostato un piano assistenziale personalizzato e definito un rischio di partenza.
Il rischio viene rivalutato sempre, ad ogni accesso delle donna in una qualsiasi delle strutture adibite al percorso nascita (ad es. in ogni visita in consultorio).
Viene poi ridefinito nel momento di passaggio in ospedale, durante la prima visita presso l’Ambulatorio della Gravidanza a termine, verso la 37 settimana e di nuovo in sala parto e durante il travaglio parto. E anche dopo la nascita, se si rilevano eventuali anomalie del puerperio.

Questi passaggi descritti in modo sequenziale in realtà sono tra loro fortemente integrati. Vi è un continuo scambio tra ostetriche e ginecologi che lavorano in consultorio e noi che lavoriamo in ospedale. Si discute insieme del caso, ci si confronta prima di prendere la decisione sul rischio di quella specifica gravidanza.

Ma le emergenze, se pur rare, che possono accadere anche durante parti fisiologici, come vengono gestite?

Parliamo in questo caso di emergenze-urgenze che possono intervenire in un parto che è partito come  fisiologico.  L’ospedale di Mirandola, con la nuova ristrutturazione, è attrezzato per gestirle in modo efficace e tempestivo.

PUOI CHIARIRE?

Ad esempio mi riferisco al fatto che gli ospedali debbono avere una sala operatoria vicina alla sala parto. A Mirandola c’è. Si trova esattamente di fianco.

O ancora, alla presenza dell’anestesista, del pediatra e di un ginecologo ulteriore a quello di guardia.
A Mirandola, l’anestesista-rianimatore e il ginecologo di guardia sono sempre presenti (24 ore su 24). In struttura poi è presente il pediatra, sempre nei giorni  dalle ore 8 alle 20. Ed è prontamente disponibile per la sala parto nella fascia oraria notturna, cioè dalle ore 20 alle ore 8. Cosi come, sono disponibili un secondo anestesista e un secondo medico ginecologo.

La copertura 24 ore su 24 è quindi garantita grazie alle reperibilità. Questo significa che vi è sempre un medico ginecologo e un pediatra che anche se non sono in servizio attivo dentro al reparto, possono essere chiamati al loro domicilio. Spesso questi operatori vengono attivati anche solo nel dubbio di possibile urgenza.

Ti faccio un esempio. Al primo sospetto di una qualsiasi possibile emergenza, se sai che il collega reperibile non è di Mirandola, ma abita a Modena, lo preallerti. E così riesce ad arrivare in ospedale per essere già presente in ospedale nel caso si renda necessaria la sua attivazione per un cesario urgente. La permanenza in ospedale viene fatta in modo gratuito nel senso che, se poi non è necessario attivarsi, il/la collega rimane in sede senza timbrare il cartellino, e quindi senza essere remunerato.
Questo, io lo chiamo “lavoro dietro le quinte”. Spesso non lo si conosce perché non lo si racconta. Ma viene fatto.
E ci permette di garantire, ancora di più, una maggiore sicurezza nella gestione dell’emergenze in sala parto. Infatti, in questo modo “accorciamo” i tempi di intervento in caso di necessità.

Ma a Mirandola non c’è la neonatologia. Secondo te, questo nella scelta di una mamma può fare la differenza?

Si, alcune mamme possono temere il fatto che a Mirandola non ci sia la neonatologia. Ma io ho l’impressione che su questo argomento ci siano alcuni pregiudizi.

La neonatologia è un reparto ad alta specializzazione. Serve a bambini nati prematuri o con  patologie plurime.I bambini nati a termine, cioè dalla 37 settimana in avanti, senza particolari patologie sono bambini per cui il parto è una situazione normale. Poi è chiaro, vi possono essere casi rari di gravidanze fisiologiche dove interviene un’urgenza. Ma noi, a Mirandola, come ho già detto, possediamo tutte le caratteristiche e requisiti per gestirla.  In questi casi, con neonato maturo a termine di gravidanza, la neonatologia non è  necessaria. E le cure in acuto vengono fornite dal pediatra e dall’anestesista.

Ci puoi fare un esempio, per capirci meglio?

L’esempio più comune che temono le mamme è quella situazione erroneamente chiamata sofferenza fetale acuta in travaglio di parto. In parole più semplici, si tratta di quelle situazione in cui il battito cardiaco del bambino durante il travaglio ha delle anomalia per diversi motivi e deve essere accelerata la nascita o con parto operativo per via vaginale o con parto cesareo. In questo  caso, le figure necessarie per garantire una buona assistenza al bambino, sono l’anestesista e il pediatra. E qui a Mirandola ci sono. Vengono preavvisati in modo da essere presenti  in sala parto al momento della nascita.

QUINDI, l’anestesista e il pediatra sono sempre attivabili
per i bisogni della nascita?

Si, sempre per la sala parto. E proprio per essere anche io ancora più chiara, voglio ri-sottolineare  che l’operatore della nascita, sia un’ostetrica o un medico-ginecologo, al primo sospetto di rischio, avvisano subito l’anestesista e il pediatra. E In questo modo, per qualsiasi necessità di intervento in tempi rapidi, riescono a trovarsi già in sala parto.

Laura, ora ci hai parlato di emergenze-urgenze che possono accadere al bambino e di come vengano gestite. E la mamma?

Le emergenze che possono capitare alla mamma sono diverse.

Di solito sono complicanze che compaiano già durante la gravidanza. Parliamo quindi di gravidanze patologiche, ovvero ad alto rischio. E, come abbiamo già detto, questo tipo di gravidanze non partoriscono a Mirandola ma vengono trasferite in altri ospedali.

Un esempio, sono le donne che presentano un diabete insulino dipendente. Queste donne vengono seguite da noi fino alla fine della loro gravidanza, ma poi per il parto vengono inviate all’Ospedale di Carpi. E’ infatti necessario un monitoraggio molto intensivo del neonato nel periodo perinatale (monitoraggio continuo della glicemia).
Mentre le mamme con diabete gestazionale, in buon compenso, possono partorire a Mirandola perché il bimbo richiede controlli ad orari e non continuativi. E questo lo riusciamo a garantire.

E la complicanza accidentale in gravidanza fisiologica?

La complicanza accidentale materna, come può essere il distacco di placenta, si affronta a Mirandola come in qualsiasi altro Punto Nascita.  Secondo procedure basate sulla letteratura scientifica.
Se poi questo avviene pretermine si attiva l’unità mobile di terapia intensiva neonatale che viene da Modena per le cure del piccolo prematuro in loco.

Un caso particolare, potrebbero essere  emorragie importanti. In questo caso, in Ospedale è presente un’emoteca per le trasfusioni in emergenza. Contemporaneamente, ci si attiva per prendere sangue al policlinico (che poi è l’unico punto in cui sono raccolti gli emoderivati per le varie trasfusioni di tutta la provincia). Se poi, fosse necessario tenere la mamma in osservazione post-operatoria intensiva  è previsto il trasferimento in ambulanza con l’anestesista verso l’Ospedale di Carpi che ha la rianimazione e la terapia intensiva post operatoria.

Un’ultima domanda. Tu, Laura, quindi consiglieresti ad una persona a te cara di partorire a Mirandola?

Si, glielo consiglierei molto volentieri, ma solo se la sua gravidanza è una gravidanza a basso rischio. Glielo consiglierei per due motivi, per me molto importanti.

Noi siamo un Punto Nascita di piccola dimensione.
Questo favorisce la possibilità di rivolgere maggiori attenzioni ai bisogni della donna, della coppia e del bambino. E così vengono posti davvero al centro del sistema di assistenza.
Parlo di un supporto attivo, ma non eccessivo. Con la presenza puntuale e professionale dell’ostetrica che esercita la sua arte maieutica (cioè la capacità di individuare le risorse di quella donna  e tirarle fuori per affrontare la nascita). Questo lavoro dell’ostetrica aiuta la donna a conoscere le sue risorse fisiche e mentali. Le attiva così che esse rimarranno sempre per lei una fonte di aiuto nella vita.

Inoltre, credo davvero che l‘essere un Punto Nascita a basso impatto di medicalizzazione, porti tutto il personale, che ci lavora, ad avere una maggiore attenzione alla fisiologia. Una cultura della fisiologia e dei potenziali fisici materni e fetali che riguardano le loro capacità di recupero nelle varie situazioni.

Una cultura che non è sempre facile da trovare, soprattutto oggi dove appare più facile attingere a aiuti esterni che interni della persona.

Ti faccio un ultimo esempio, ma per me significativo e motivo anche di orgoglio.
In Regione Emilia-Romagna siamo tra gli ospedali con il maggior numero di successi di parto vaginale dopo un primo taglio cesareo. Cerchiamo di lavorare per mantenere la fisiologia anche in donne con pregresso taglio cesareo. Ed oggi, a differenza di poco tempo fa, l’evidenze scientifiche mostrano come sia possibile e come possa essere un un’opzione migliore e praticabile per alcune di queste donne.

E’ chiaro poi che, avendo come obiettivo primo fare il bene di mamma e bambino, dobbiamo anche saper dire dei no.  Ancora una volta, il successo dipende dal lavoro fortemente integrato con il Consultorio. Valutazione integrata dei casi.

Questa è la nostra cultura e per questo la scelta anche del nome di questo progetto “Nascere a Mirandola: una scelta naturale”.

 

Grazie Laura.

Adesso aspettiamo le vostre domande …

 

5 thoughts on “Le emergenze in sala parto: a Mirandola, la sicurezza è garantita. Ne parliamo con Laura Sgarbi…”

  1. Sono una mamma che h partorito a mirandola soltanto pochi mesi fa . E posso portare la mia esperienza come impronta positiva.
    Per la donna in questo ambiente c è l intimità per poter creare con l ostetrica il giusto rapporto di intesa . Ciò che ho trovato di aiuto e stata proprio la possibilità del rapporto “one to one “con l ostetrica un punto di forza,a mio parere, importantissimo per la donna nel lungo percorso della nascita

    1. Grazie Marika per aver commentato è così condiviso la tua esperienza. Crediamo anche noi che uno dei punti di forza di Mirandola sia la dimensione piccola, che facilita l’intimità e la relazione ostetrica – mamma. E poi come ricorda anche la dr.ssa Sgarbi, la cultura, di chi ci lavora, alla fisiologia.

  2. Sono una mamma che ha partorito qualche mese fa, felicissima di aver scelto il reparto maternità di Mirandola,ambiente intimo,personale fantastico, disponibile in ogni momento,preparato,un gran supporto anche a livello psicologico….e come dice l `articolo prontissimi ad organizzare ed effettuare un cesareo d`urgenza in piena notte….davvero un bel reparto.grazie!

    1. Grazie! Conoscere le vostre esperienze per noi è molto importante. Riuscire a creare occasioni di confronto, ci aiuta a capire, ad apprendere. Quindi, ancora grazie e continuate a scrivere …

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