Vaccini? I vaccini in commercio sono sicuri. Non ci sono dubbi al riguardo.

Torniamo a parlare di vaccini. Oggi insieme con voi vogliamo prendere in esame un altro dubbio che alcuni genitori possono avere.
I vaccini in commercio sono sicuri? Possiamo fidarci?
In questo articolo, spieghiamo che sì, i vaccini in commercio sono sicuri. Non vi sono né dubbi né perplessità in riguardo. Sono tantissimi i controlli di sicurezza ai quali devono essere sottoposti i vaccini ma c’è una garanzia in più. Essendo uno dei pochissimi farmaci ad essere somministrati da decenni a milioni di persone diverse tra loro, in tutto il mondo, i vaccini possono essere considerati tra i farmaci più sicuri che esistano in commercio.

Dato che devono essere di norma somministrati a persone sane, e soprattutto bambini, vengono sottoposti a controlli rigorosissimi.

COME AVVENGONO LE SPERIMENTAZIONE?

Qualsiasi nuovo vaccino attraversa vari stadi  di sperimentazione che all’inizio sono solo in laboratorio poi su essere viventi. Non tutti i vaccini superano le prove preliminari di efficacia e sicurezza e pertanto solo pochi nuovi vaccini verranno utilizzati su larga scala.

I primi soggetti  su cui sono testati sono un piccolo numero di volontari adulti, poi, se il vaccino si dimostra efficace e privo di effetti collaterali evidenti, gli studi si allargano ad un numero sempre maggiore di soggetti.

 

E DOPO LA COMMERCIALIZZAZIONE? I CONTROLLI CONTINUANO?

Anche dopo la commercializzazione il controllo di efficacia e della tollerabilità (cioè degli eventuali effetti collaterali anche rarissimi, cioè quelli che si manifestano ogni milione di dosi o ancora più raramente) continua attraverso la segnalazione agli organi di controllo ( in Italia l’Agenzia Italiana del Farmaco, che controlla tutti i farmaci e non solo i vaccini, in Europa l’EMA, nel modo l’Organizzazione mondiale della sanità OMS).

 

Ad Aifa, l’Agenzia italiana di controllo sui farmaci, i sanitari devono segnalare tutti gli eventi che possono essere attribuiti alla vaccinazione ma anche un semplice  cittadino può segnalare una sospetta reazione avversa (https://www.vigifarmaco.it)

Gli organi di controllo riuniscono le segnalazioni e compiono studi indipendenti ( cioè non finanziati in alcun modo da persone o aziende farmaceutiche) che valutano se un determinato evento può essere effettivamente causato dal vaccino ( connessione causale) oppure è avvenuto semplicemente dopo la vaccinazione ma non a causa del vaccino stesso ( nesso temporale).

Gli studi sulla loro sicurezza sono tanti. Per chi fosse interessato, il CDC, Centers for Disease Control and Prevention,  raccoglie decine di studi dal 1994 ad oggi (https://www.cdc.gov/vaccinesafety/ensuringsafety/monitoring/vsd/publications.html)

Nella nostra Regione, e in particolare nella nostra Azienda Usl di Modena, gli operatori sanitari che lavorano negli ambulatori vaccinali sono particolarmente attenti a raccogliere le segnalazioni che i cittadini rilevano successivamente alle vaccinazioni. Tutto ciò che non rientra  negli effetti previsti, come la febbre o la reazione infiammatoria locale, che è bene ricordare non sono un evento avverso ma una normale reazione di risposta del nostro organismo, viene segnalato. Contemporaneamente al servizio di farmacovigilanza aziendale, a quello della regione e ad AIFA.

I report delle rilevazioni effettuate vengono periodicamente prodotti dalla Regione Emilia- Romagna e liberamente consultabili sul sito regionale. Qui alle sezione dedicata ai Vaccini della Regione Emilia-Romagna (http://salute.regione.emilia-romagna.it/sanita-pubblica/prevenzione-e-vaccinazioni/vaccinazioni/vaccinazioni).

 

Molti genitori sono stati recentemente spaventati dalla trasmissione televisiva Report andata in onda il 17/4/2017 su RAI 3.

In risposta le più importanti Società scientifiche italiane, indignate, hanno emesso un comunicato stampa che riportiamo.

COMUNICATO STAMPA del 19 maggio 

‘Il Board del Calendario della Vita esprime la propria indignazione per quanto andato in onda lunedì 17 aprile a proposito della vaccinazione anti-HPV nel corso della trasmissione di RAI 3 ‘Report’.

I 23 minuti di trasmissione sul vaccino anti-HPV sono stati terrorizzanti per qualunque genitore in procinto di sottoporre i propri figli ad una misura di prevenzione fondamentale per la loro salute futura.

Il servizio, apparentemente incentrato sulla necessità di maggiore trasparenza e efficacia dei sistemi di segnalazione degli eventi avversi ai vaccini, in realtà ha promosso la disinformazione e la sfiducia in tutte le istituzioni preposte alla salute collettiva, non soltanto italiane (Ministero della Salute, AIFA, Regioni), ma anche europee, facendo figurare l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) come un insieme di persone di dubbia trasparenza che ricevono finanziamenti dall’industria farmaceutica, la quale non avrebbe altro scopo se non fare profitto anche se questo comporta danni per i cittadini.

Report ha amplificato negli ascoltatori i timori ingiustificati nei confronti di una vaccinazione salvavita come quella contro il papillomavirus.

Nel servizio erano presenti numerose palesi inesattezze, a partire dalla dichiarazione che il maschio è “portatore sano del virus”, ignorando la patologia condilomatosa e tumorale che il virus del papilloma causa anche nel maschio.

Ma proprio sul tema principale del servizio si è tralasciata l’informazione sul fatto che ciascun cittadino, con estrema facilità, può segnalare direttamente ed autonomamente un evento avverso ai farmaci alle autorità di farmacovigilanza. Più volte nel servizio, invece, si è fatto cenno ad una presunta resistenza dei medici a segnalare gli eventi avversi lamentati dopo la vaccinazione. Vale la pena sottolineare come AIFA si stia adoperando in ogni modo per incrementare le segnalazioni di eventi avversi avvenuti in concomitanza con le vaccinazioni, perché è questo il solo modo per fare chiarezza, una volta per tutte, sul profilo di sicurezza dei vaccini, che è confermato da tutti i dati scientifici e di vigilanza anche negli altri Paesi.

L’esordio del conduttore (che si proclama favorevole ai vaccini…) è stato su quanti soldi pubblici sono stati finora spesi per vaccinare contro HPV, non sull’importanza della prevenzione di una patologia che fa ogni anno decine di migliaia di morti nel mondo.

Si è dato largo (e quasi esclusivo) spazio a ricercatori di dubbio valore come Yoshua Shoenfeld, un immunologo israeliano che ha teorizzato una sindrome autoimmune causata da vaccino di cui non è mai riuscito a provare l’esistenza, e ad una analista italiana, titolare di un laboratorio privato di analisi, che dichiara di fare ricerca su non meglio specificate “nanopatologie”, anch’esse mai documentate su riviste scientifiche accreditate. Peraltro senza chiedersi e chiarire quali conflitti di interessi avessero gli intervistati. Per rimanere al più noto, Shoenfeld dichiara nelle sue pubblicazioni di essere coinvolto come consulente retribuito in numerose cause civili in Israele per presunti danni da vaccino. Ma di questo non si fa minimo cenno. Per tutto il servizio, insomma, non si è potuta ascoltare alcuna voce di ricercatori accreditati presso la comunità scientifica internazionale che facesse chiarezza sui sintomi lamentati dalle numerose ragazze intervistate. Lo spettatore, dunque, sarà rimasto con la forte percezione che la vaccinazione contro il papillomavirus possa essere la causa di strane sindromi neurovegetative altamente invalidanti. Cosa che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, è stata assolutamente esclusa dalle maggiori autorità sanitarie, prima fra tutte l’OMS.

Si sono richiesti alla fine i test genetici pre-vaccinali, di cui conosciamo la perfetta inutilità (se non per chi li propone a pagamento).

Lo sforzo della sanità pubblica e delle società scientifiche nel divulgare messaggi positivi sulle pratiche di prevenzione è vanificato da comunicazioni giornalistiche distorte come questa, pagata con i soldi di tutti i contribuenti attraverso il canone RAI. Crediamo che il diritto alla salute dei cittadini italiani meriti più attenzione e rispetto da parte di chi governa il servizio pubblico radiotelevisivo. Per parte loro, gli autori del servizio dovrebbero interrogarsi sul danno alla salute futura da loro provocato a tanti giovani per la grave disinformazione deliberatamente diffusa.

Fausto FranciaPresidente della Società Italiana di Igiene (SItI)

Alberto VillaniPresidente della Società Italiana di Pediatria (SIP)

Silvestro ScottiSegretario della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG)

Giampietro ChiamentiPresidente della Federazione Italina Medici Pediatri (FIMP)

Pasquale Giuseppe MacrìConsigliere Nazionale Sindacato Italiano Specialisti di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA)

Anche il Prof. Roberto Roberto Burioni, virologo al San Raffele a Milano, è intervenuto sul tema nella sua pagina Facebook, dalla quale fa divulgazione e spiega l’utilità dei vaccini.

LA RISPOSTA DEL PROF. ROBERTO BURIOni

È doveroso ricordare che se un giornalista ospitasse le opinioni di un violento che sostiene che le donne si devono picchiare avrebbe sulla coscienza i femminicidi. Ebbene, questo virus è il peggiore femminicida in circolazione nel nostro paese: con il cancro che provoca, nel 2017 ucciderà solo nel nostro paese 2900 donne.
Ieri sera, in un programma trasmesso sul nostro servizio pubblico, si è irresponsabilmente fatto qualcosa che favorisce la circolazione un simile assassino. Tutto questo basandosi sulla menzogna, e senza contraddittorio, senza un singolo esperto a fare sentire la voce della scienza.

 

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha accusato la trasmissione di avere “dato spazio a teorie prive di base scientifica” e  ha ricordato che:

LA RISPOSTA DEL MINISTRO DELLA SALUTE BEATRICE LORENZIN

Tutto ciò accade proprio mentre medici e scienziati di ogni parte del mondo, e mentre le istituzioni internazionali e nazionali sono impegnate in una campagna mediatica a favore della salute pubblica, per controbattere ai falsi miti degli anti vax, che sfruttano paura ed ignoranza per convincere i genitori a rinunciare ai vaccini

 

 

PER APPROFONDIRE

Per chi volesse ulteriormente documentarsi sul lavoro fatto costantemente da Aifa può consultare il seguente documento a disposizione dei cittadini
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/La_Vaccinovigilanza_in_Italia_18.04.2017.pdf

Per chi invece volesse approfondire le proprie conoscenze sul vaccino contro il papilloma virus HPV, responsabile di molte forme di tumore, primo tra tutti quello del collo dell’utero, vi segnalo questo articolo del Dottor Salvo Di Grazie ginecologo ed esperto scopritore di false notizie diffuse sul web.
http://medbunker.blogspot.it/2017/04/faq-virus-hpv-malattie-e-vaccino.html?m=1

 

 

Ritorneremo nelle prossime settimane sulla composizione dei vaccini, per far luce su tanta altra disinformazione.. 

I vaccini contengono mercurio? Altri metalli pesanti? Formaldeide?

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