#mitivaccini …. I vaccini contengono sostanze pericolose? FALSO

I vaccini continuano ad essere un argomento molto dibattuto e prioritario.

In questi giorni il Governo ha approvato un Decreto Legge che di fatto rende possibile l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne ai soli bambini vaccinati.
Il Decreto aggiunge inoltre sanzioni economiche per i genitori che decideranno di iscrivere i loro figli non vaccinati alla scuola dell’obbligo. Quindi dalla primaria in poi.
E sempre il Decreto porta da quattro a dodici il numero dei vaccini obbligatori. Ad antipolio, difterite, tetano ed epatite B, si aggiungono emofilo B, meningococco B e C, antimorbillo, parotite, rosolia e varicella.

Potete immaginare la portata di discussioni che questo Decreto ha generato.  In Rete (social, blog..) e nei maggiori quotidiani nazionali.

Noi non vogliamo entrare nel merito della scelta politica fatta dal Governo. Ma vogliamo continuare con voi a discutere sui falsi miti che circolano sulle vaccinazione.

In particolare, vogliamo rassicurarvi sulla sicurezza dei vaccini in commercio.
Sappiamo infatti che in medicina il rischio zero non esiste, ma nel caso dei vaccini, come abbiamo già detto in questo blog, il rapporto benefici/rischi è incredibile. E non vi dovrebbero essere dubbi in riguardo.
Nel nostro ultimo articolo, abbiamo detto che non vi sono rischi. I vaccini in commercio sono sicuri e che gli eventuali e rari effetti collaterali sono “strettamente sorvegliati”.
Oggi, vogliamo sfatare un ulteriore dubbio: NON contengono sostanze pericolose.

I VACCINI CONTENGONO SOSTANZE PERICOLOSE?

FALSO. Molti detrattori dei vaccini insinuano nei genitori la preoccupazione che i vaccini contengano sostanze pericolose.
In realtà le sostanze contenute nei vaccini sono testate e non hanno dimostrato pericolosità o tossicità per le dosi utilizzate.
Ovviamente, come per qualsiasi sostanza in natura, possono causare, nel punto di iniezione del vaccino, reazioni locali come rossore, gonfiore e indurimento.
Si tratta di reazioni abbastanza frequenti ma transitorie. I sintomi soggettivi possono essere alleviati con impacchi freddi. E in caso il dolore sia veramente fastidioso può essere placato con l’utilizzo di un antinfiammatorio, come il paracetamolo, seguendo i consigli del proprio Curante, medico o pediatra

Le sostanze temute

Tra le sostanze chiamate “ in causa” dagli oppositori ai vaccini ricordiamo:

  • il mercurio
  • gli adiuvanti
  • la formaldeide

Nessuno studio scientifico ha mai dimostrato che alle dosi contenute nei vaccini queste sostanze possano portare a tossicità.

IL MERCURIO

 

In Italia, da decenni, nessun vaccino per l’infanzia contiene derivati del mercurio (tiomersal).

Il metilmercurio (al centro della figura) è un prodotto di scarto di fabbriche, scaricato in mare e assorbito dai pesci in grandi quantità. E avvelenò i figli di pescatori la cui alimentazione si basava soprattutto su tale alimento. Questa sostanza ingerita con la carne di pesce si accumulava facilmente nel cervello provocando gravissimi danni essendo eliminato molto lentamente (metà della quantità ingerita si elimina in due mesi).

Nei vaccini non era contenuto mercurio metallico (come quello dei vecchi termometri o dell’apparecchio per misurare la pressione mostrato a sinistra nella figura).
E neanche il metilmercurio (al centro della figura) della cui tossicità abbiamo appena parlato.
Bensì un disinfettante, il thiomersal. Derivato dall’etilmercurio (a destra nella figura), che dimezza la sua presenza nel nostro corpo in una settimana (quindi è eliminato velocemente). E non riesce ad arrivare al sistema nervoso e a provocare danni.

Nella tabella sotto riportata, vediamo per confronto il contenuto di derivati del mercurio presenti nel tonno, nel latte materno e in un vaccino antinfluenzale multidose non più utilizzato per le vaccinazioni dell’infanzia.

Al thiomersal era stata attribuita la possibilità di causare autismo. Ma gli studi riportati nella tabella sottostante hanno ampiamente dimostrato che tale nesso causale è assolutamente assente.

L’eliminazione dei derivati del mercurio dai vaccini per l’infanzia è stata comunque fatta alcuni decenni fa.
Questo per precauzione, sebbene i vari studi epidemiologici sui bambini a suo tempo vaccinati con prodotti contenenti tale conservante non abbiano dimostrato alcuna conseguenza sulla salute.

GLI ADIUVANTI

I vaccini moderni, come abbiamo già spiegato nelle post, “Troppi in una volta sola”, sono altamente purificati.  E quindi costituiti da pochissime singole proteine, molto più sicure dei “vecchi” vaccini che erano semplicemente preparati uccidendo i microrganismi e iniettandoli.

Purtroppo queste proteine, proprio perché così purificate dalle nuove tecnologie, se iniettate da sole, non sono capaci di stimolare adeguatamente il sistema immunitario e fargli produrre le difese necessarie a proteggerci dalle malattie. Quindi a molti moderni vaccini sono stati aggiunti degli adiuvanti (dal latino adiuvante = aiutante) specifici. Capaci di attivare propriamente il sistema immunitario, diminuendo la quantità di vaccino da iniettare e il numero delle dosi di vaccino necessarie per raggiungere la protezione completa.

I vaccini a virus vivi attenuati come quelli contro il morbillo, parotite, rosolia varicella e  rotavirus non contengono adiuvanti.

La maggior parte degli adiuvanti sono vari tipi di sali di alluminio che poco “piacciono” ai detrattori dei vaccini.
Non potendo infatti più screditare i vaccini da quando è stato tolto il thiomersal hanno cambiato le loro argomentazioni.

I sali di alluminio contenuti nei vaccini non hanno dimostrato pericolosità. Una tazza di the contiene più o meno il quantitativo di alluminio contenuto in un vaccino.

Ogni giorno un adulto ingerisce con il cibo dai 5 ai 20 mg di alluminio, che è contenuto soprattutto nei vegetali. Parte della quantità di alluminio ingerita va in circolo e viene eliminata per via renale.

Nella tabella qui sotto potete vedere il contenuto di alluminio nel latte materno e nei latti artificiali di uso più frequente, confrontato alle quantità presenti nei vaccini del primo anno di vita.

L’alluminio iniettato nel muscolo con i vaccini, inoltre,  non entra immediatamente nel sangue, come erroneamente riportato da alcuni. In realtà una parte (sino al 51%) è assorbita gradualmente nel sangue durante i primi 28 giorni. Mentre la restante parte entra un po’ per volta in circolo e viene smaltita nelle settimane successive.

Ciò significa che l’organismo del lattante ha un lungo periodo di tempo per smaltire gradualmente l’alluminio iniettato con i vaccini. La quantità iniettata, di per sé molto piccola, non raggiunge mai concentrazioni considerate tossiche. Il carico corporeo di alluminio derivante dai vaccini e dalla dieta per tutto il primo anno di un bambino di vita è significativamente inferiore al livello di sicurezza. Stabilito dall’Agency for Toxic Substances and Disease Registry, l’Agenzia Federale Americana che si occupa del rischio chimico (Mitkus 2011).

Per chi volesse documentarsi ulteriormente inserisco un link al sito al Chidren’s Hospital oh Philadelphia (in inglese).
http://www.chop.edu/centers-programs/vaccine-education-center/vaccine-ingredients/aluminum

La formaldeide

La formaldeide nella preparazione dei vaccini è utilizzata per:

  • trasformare le tossine del tetano e della difterite in sostanze non tossiche ma ugualmente capaci di stimolare le difese immunitarie
  • uccidere i virus come per esempio quelli della poliomielite, dell’influenza, dell’epatite A:  anche in questo caso i virus mantengono le caratteristiche che servono per essere riconosciute dal sistema immunitario, ma grazie all’azione della formaldeide non sono più in grado di provocare la malattia.

Alle fine della produzione dei vaccini la formaldeide viene eliminata e nel prodotto finale rimangono al massimo solo tracce.

Il limite massimo di formaldeide che può essere contenuta in una singola dose di vaccino è di 0,1 mg. La maggior parte dei vaccini per cui si usa la formaldeide durante la produzione, ne contiene tracce molto inferiori. Occorre sottolineare che la formaldeide è naturalmente presente nel sangue di tutti gli esseri umani. Un lattante di 5 kg  ne ha nel sangue 1,1 mg molto di più di quanta ne è contenuta in un vaccino.

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE
E VOI?

Avete trovato interessante l’articolo? Quali sono i vostri principali dubbi o perplessità sulle vaccinazioni? Siamo qui per discuterne insieme …

 

 

 

 

 

53 thoughts on “#mitivaccini …. I vaccini contengono sostanze pericolose? FALSO”

    1. Gentile utente, innanzitutto grazie per il commento, per noi il confronto è sempre importante. Anzi, vorremmo proprio che questo blog diventi un luogo di discussione. E rispettiamo tutti i punti di vista. Il blog non vuole infatti dettare prescrizioni ma fornire spunti di riflessioni, stimoli che voi genitori potete attivare e approfondire.
      Detto questo, proviamo a risponderle.
      In merito all’obbligatorietà del trattamento, come abbiamo già detto non vogliamo entrare nel dibattito politico, ma ne condividiamo le premesse. Il solo mantenimento di coperture vaccinale ottimali (oltre il 95%) elimina il rischio possibile di contrarre quelle malattie infettive, che anche se sembrano scomparse, esistono ancora e sono molto più rischiose dei vaccini stessi. E’ quindi una questione di salute pubblica non solo personale. Un esempio, il morbillo.
      Alla sua prima affermazione, rispondiamo, sì. In commercio esistono tanti tipi di vaccini: alcuni si iniettano per via intramuscolare, altri per via sottocutanea, altri ancora vengono somministrati per bocca.
      Abbiamo affrontato il tema della sicurezza dei vaccini in un articolo specifico: “I vaccini in commercio, sono sicuri. Non vi sono dubbi al riguardo” (http://nascereamirandola.ausl.mo.it/index.php/2017/05/10/vaccini-sicurezza12/). Qui raccontiamo come avvengono i controlli di sicurezza prima della commercializzazione e di come vengono gestite le segnalazioni di qualsiasi avvento avverso legato ad un vaccino. I cui dati sono disponibili. Le reazioni avverse comunque esistono. Ma quelle gravi sono rarissime e comunque molto meno frequenti rispetto ai rischi connessi dal contrarre malattie naturali.
      E come abbiamo scritto anche qui, grazie a questi controlli prima della messa in commercio, la presenza di metalli è totalmente assente o presente in misura infinitesimale e non dannosa.
      Per approfondire ulteriormente, lasciamo anche il link al “Fact Checking Vaccini” (http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1789&tipo=6) scritto dall’Istituto Superiore di Sanità.
      A presto …

  1. Riguardo l’alluminio:

    L’alluminio (un adiuvante ) è neurotossico ed è stato associato a vari tipi di danni cerebrali. Inoltre dei ricercatori hanno ipotizzato che gli effetti neurotossici dell’alluminio potrebbero essere causati dalle sue proprietà immunostimolanti, ovvero che queste proprietà in alcuni individui potrebbero innescare reazioni autoimmuni [3][4].

    I sali di alluminio e altri adiuvanti dei vaccini sono utilizzati per aumentare la risposta anticorpale, ma svolgono questa loro funzione attraverso la ipersensibilizzazione e/o la disregolazione del polo umorale del sistema immunitario [Th2] che, in termini immunologici, equivale a tirare un calcio ad un alveare. Questa reazione anticorpale indotta sinteticamente produce effettivamente un aumento anticorpale ma non assicura che la risposta anticorpale si concentri sull’antigene corretto, contibuendo quindi a minare il concetto di antigene-affinità che dovrebbe essere alla base di misurazione dell’efficacia di un vaccino. Infatti, questi anticorpi stimolati in modo totalmente innaturale generano reazioni incrociate [ad esempio contro la proteina basica della mielina – MBP], causano la rottura della tolleranza del sistema immunitario nel riconoscimento di ciò che è proprio rispetto a ciò che è estraneo [concetto del self e del non-self], scatenando reazioni autoimmunitarie.
     In uno studio pubblicato sulla rivista Current Medicinal Chemistry  [intitolato “Adiuvanti vaccinali con alluminio: sono sicuri?”] ha sottolineato i problemi di sicurezza:

    “L’alluminio è una neurotossina sperimentalmente dimostrata e l’adiuvante più comunemente utilizzato nei vaccini. Nonostante i quasi 90 anni di uso diffuso degli adiuvanti in alluminio, la comprensione medica e della scienza medica in merito al meccanismo di azione è ancora notevolmente scarsa. C’è anche una notevole scarsità di dati al riguardo della tossicologia e farmacocinetica di questi composti. Nonostante questo, la nozione che l’alluminio nei vaccini è sicuro sembra essere ampiamente accettata. La ricerca sperimentale, tuttavia, dimostra chiaramente che gli adiuvanti con alluminio inducono gravi disturbi immunologici negli esseri umani. In particolare, l’alluminio sotto forma di adiuvante comporta un rischio di reazioni autoimmunitarie, infiammazione cerebrale a lungo termine e relative complicazioni neurologiche, e possono avere profonde e diffuse conseguenze negative sulla salute. A nostro parere, la possibilità che il beneficio del vaccino è stato sopravvalutato e il rischio di potenziali effetti negativi sottovalutato, non è stata valutata rigorosamente dalla comunità medica e scientifica”.

    Benché l’alluminio sia presente naturalmente nell’ambiente, il corpo reagisce diversamente all’alluminio iniettato rispetto a quello ingerito attraverso il cibo. Questo perché quando il corpo ingerisce alluminio, esso lavora per espellerlo il più rapidamente possibile per evitare che aumenti il suo livello nel sangue.

    Infine ci sono dei dati che dismotrano che un neonato con tutte le dosi vaccinali supera grandemente la quantità di alluminio che potrebbe ‘sopportare’ [5]

    [3] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2819810/
    [4] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23609067
    [5] http://www.comilva.org/alluminio-e-vaccini/

    1. Per affrontare il problema della neurotossicità da adiuvanti, bisogna innanzitutto sgomberare il campo da quelle che sono le preoccupazioni maggiori riguarda a possibili tossicità.
      Supponendo che gli adiuvanti contenenti alluminio possano causare intossicazione da alluminio (e poi vedremo che non è possibile), tale intossicazione può essere solo cronica, in quanto la quantità di alluminio rilasciata dai sali di alluminio è troppo esigua per portare a una intossicazione acuta.

      La neurotossicità da intossicazione cronica da alluminio è ben conosciuta, in quanto spesso le persone dializzate (quindi con insufficienza renale terminale) fino a qualche decennio fa erano a rischio di accumulo di alluminio. La neurotossicità cronica da alluminio porta a una forma di demenza, con disartria, cambiamenti della psiche, convulsioni. Alcuni autori hanno ipotizzato un’associazione tra accumulo di alluminio e malattie neurodegenerative come Alzheimer e SLA/SMA, ma questa ipotesi non è confermata dai dati epidemiologici né dai dati sperimentali.

      Quanto alluminio si deve acquisire perché una persona con reni normofunzionanti possa arrivare a una tossicità da alluminio?
      Se parliamo di assunzione per bocca, tramite alimenti e acqua (senza considerare altre forme di assunzione di alluminio, come quella aerea), si considera come valore tollerabile (quindi un valore largamente di sicurezza) di 1 mg/kg alla settimana. Questo significa, che io, che peso 77 kg, posso assumere senza pericolo per la mia salute circa 80 mg alla settimana di alluminio.
      Questo perché la quota di alluminio che passa nel sangue dal tratto gastroenterico è molto poca (circa lo 0,8%) e quel poco che arriva nel sangue viene eliminato rapidamente dai reni (ecco perché sono soprattutto i dializzati di tempo fa che mostravano i segni e i sintomi dell’intossicazione cronica da alluminio).
      Diciamo quindi che un neonato di 3,5 kg può tollerare senza rischi per la salute un’assunzione per bocca di 3,5 mg alla settimana. Di questi 3,5 mg, passeranno nel sangue circa 0,04 mg alla settimana. Poi i reni faranno il resto. Solo il 2% dell’alluminio che arriva al sangue viene bioaccumulato, soprattutto nelle ossa: si calcola che solo l’1% possa raggiungere il cervello e causare danno neurologico.

      Perché l’assunzione di alluminio attraverso i sali di alluminio contenuti nei vaccini non sono pericolosi?
      Innanzitutto, anche se iniettati in muscolo (e non nel sangue!), sono sali di alluminio, non alluminio: questo significa che la forma poco solubile farà sì che questi adiuvanti rimangano per diversi giorni/settimane nel sito di inoculo e che rilasceranno piccolissime quantità di alluminio che andrà poi nel sangue. E i reni faranno il resto.
      Quali sono queste quantità?
      3 dosi di esavalente che contiene 0,82 mg Al3+ a dose = 2,46 mg
      3 dosi di antipneumococco che contiene 0,125 mg di Al3+ a dose = 0,375 mg
      Se aggiungiamo anche quelli per MenB:
      4 dosi di anti-meningococco B che contiene 0,500 mg di Al3+ a dose = 2 mg
      Per un totale di 4,835 mg in 10 mesi (quindi in 40 settimane), quindi 0,12 mg alla settimana. Di questi 4,835 mg, solo lo 0,002% si accumulerà nel cervello: quindi, si potrebbe accumulare nel cervello (dopo il primo anno di vaccinazioni) una quantità di alluminio di circa 0,0001 mg. Considerando che nell’arco della nostra vita possiamo bioaccumulare senza problemi per la salute 60-70 mg di alluminio (di cui 0,7-1 mg nel cervello, ma probabilmente possiamo bioaccumularne molto di più prima di avere qualche iniziale sintomo), come è possibile che quell’inezia che introduciamo con i vaccini possa portare a neurodegenerazione?

      Perché il nostro organismo è così tollerante nei confronti dell’alluminio?
      Perché è il metallo più rappresentato sulla crosta terrestre. Ogni specie vivente si è evoluta per riuscire a eliminarlo al meglio e a tollerare eventuali bioaccumuli.

      Ma, a parte i calcoli che ci dicono l’innocuità dei sali di alluminio contenuto nei vaccini, abbiamo anche gli studi epidemiologici (che sono anche più importanti della normale logica umana).

      Studi epidemiologici che sono stati fatti anche per verificare l’ipotesi di Shoenfeld e della Tomljenovic sulle malattie autoimmunitarie dovute in particolare ai vaccini per HPV.
      Perché qualcuno ha posto l’ipotesi che gli adiuvanti contenenti sali di alluminio possano essere problematici per le malattie autoimmunitarie?
      Perché c’è una plausibilità biologica: gli adiuvanti servono per potenziare la risposta immunitaria e, quindi, se la risposta immunitaria ha degli errori, potrebbe slatentizzare una malattia autoimmunitaria. Questo avviene, principalmente, con le normali infezioni virali.
      Gli studi epidemiologici, sia di popolazione sia sui dati raccolti durante gli studi registrativi dei vaccini per HPV, hanno però non confermato questa ipotesi: infatti, le malattie autoimmunitarie hanno uguale incidenza sia in chi ha eseguito la vaccinazione sia in popolazioni che non l’hanno eseguita.

      Infine, la sindrome ASIA non può essere considerata una vera sindrome, come spiega bene il prof Cossarizza: https://www.facebook.com/iovaccino/photos/a.1076862202337517.1073741830.1074730969217307/1641319392558459/?type=3

      Ultima possibile obiezione all’uso degli adiuvanti con sali di alluminio: perché allora si stanno studiando nuovi adiuvanti?
      Per ridurre la reattogenicità: dolore in sede di inoculo, rossore, tumefazione, febbre… Gli adiuvanti, infatti, possono indure la reazione tipica degli ascessi (ovviamente senza avere l’ascesso). Ridurre questi sintomi è sicuramente auspicabile. Non indispensabile, ma chi non vorrebbe un vaccino con minori effetti secondari rispetto a quelli attuali (che sono già molto meglio di quelli di 30 anni fa)? Perché dovremmo fermare la ricerca?

      Sulla questione “nanoparticelle”, non c’è nemmeno da parlarne. Gli “scienziati” che hanno posto questo problema non sono veri scienziati, basti guardare dove pubblicano. Nessun gruppo di ricerca li segue sulla questione delle “nanopatologie”. È pseudoscienza pura.

      Referenze:
      EFSA Advises on the Safety of Aluminium in Food, available at: https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/080715-0 (last access 11 Aug 2017)

      Offit PA, Jew RK. Addressing parents’ concerns: do vaccines contain harmful preservatives, adjuvants, additives, or residuals? Pediatrics. 2003 Dec;112(6 Pt 1):1394–7.

      Mitkus RJ, King DB, Hess MA, Forshee RA, Walderhaug MO. Updated aluminum pharmacokinetics following infant exposures through diet and vaccination. Vaccine. 2011 Nov 28;29(51):9538–43.

      Di Pasquale A, Preiss S, Tavares Da Silva F, Garçon N. Vaccine Adjuvants: from 1920 to 2015 and Beyond. Vaccines (Basel). 2015 Apr 16;3(2):320–43.

      Grimaldi-Bensouda L, Guillemot D, Godeau B, Bénichou J, Lebrun-Frenay C, Papeix C, et al. Autoimmune disorders and quadrivalent human papillomavirus vaccination of young female subjects. J Intern Med. 2014 Apr;275(4):398–408.

      Angelo M-G, Zima J, Tavares Da Silva F, Baril L, Arellano F. Post-licensure safety surveillance for human papillomavirus-16/18-AS04-adjuvanted vaccine: more than 4 years of experience. Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2014 May;23(5):456–65.

      Verstraeten T, Descamps D, David M-P, Zahaf T, Hardt K, Izurieta P, et al. Analysis of adverse events of potential autoimmune aetiology in a large integrated safety database of AS04 adjuvanted vaccines. Vaccine. 2008 Dec 2;26(51):6630–8.

      Study Reports Aluminum in Vaccines Poses Extremely Low Risk to Infants, available at: https://www.fda.gov/biologicsbloodvaccines/scienceresearch/ucm284520.htm (last access 11 Aug 2017)

      Keith LS, Jones DE, Chou CHSJ. Aluminum toxicokinetics regarding infant diet and vaccinations. Vaccine. 2002 May 31;20 Suppl 3:S13–7.

  2. La formaldeide è dichiarata una sostanza cancerogena, ed è presente nei vaccini, questo perché non viene mai detto?

    1. In realtà nel post non abbiamo negato la presenza di minime tracce di formaldeide. Ripensiamo ciò che abbiamo scritto.
      “La formaldeide nella preparazione dei vaccini è utilizzata per:

      trasformare le tossine del tetano e della difterite in sostanze non tossiche ma ugualmente capaci di stimolare le difese immunitarie
      uccidere i virus come per esempio quelli della poliomielite, dell’influenza, dell’epatite A: anche in questo caso i virus mantengono le caratteristiche che servono per essere riconosciute dal sistema immunitario, ma grazie all’azione della formaldeide non sono più in grado di provocare la malattia.
      Alle fine della produzione dei vaccini la formaldeide viene eliminata e nel prodotto finale rimangono al massimo solo tracce.

      Il limite massimo di formaldeide che può essere contenuta in una singola dose di vaccino è di 0,1 mg. La maggior parte dei vaccini per cui si usa la formaldeide durante la produzione, ne contiene tracce molto inferiori. Occorre sottolineare che la formaldeide è naturalmente presente nel sangue di tutti gli esseri umani. Un lattante di 5 kg ne ha nel sangue 1,1 mg molto di più di quanta ne è contenuta in un vaccino.”

      1. Salve, una domanda. Nel bugiardino del vaccino Imovax Polio non son riuscita a capire il quantitativo di formaldeide contenuto. Mi potete aiutare? Dal momento che lei parla di “la maggior parte dei vaccini per cui si usa la formaldeide contiene tracce molto inferiori al limite massimo consentito (0,1 mg)” vorrei sapere se Imovax è tra questi. Grazie

        1. Salve Simona, grazie per il commento.
          Stiamo verificando con i Pediatri la risposta. A breve avrà i dettagli di quanto richiesto

          1. Gentile Francesco, come le ho già scritto la volontà non è assolutamente quello di non rispondere ai nostri utenti, anzi
            Però come le dicevo questa è un blog di un Azienda Sanitaria perciò non possiamo pubblicare informazioni assolutamente non fondate dal punto di vista scientifico così come non possiamo intavolare dibatti politici sul tema.
            Per risolvere ogni suo dubbio di questo tipo, le consigliamo di rivolgersi al suo Pediatra

          2. Il mio: non hanno risposto, come mai?
            Era inteso sul commento che la signora Simona sta aspettando da voi,
            Ho capito che i messaggi e le richieste che potrebbero essere per voi compromettenti in non le pubblicate, infatti non ho ricevuto risposta a più di un commento come la scoperta della Dottoressa Gatti.
            Perfetto, quindi qui rispondete solo a quello che vi fa comodo. Interessante,come una dittatura….non fate domande scomode perchè non ve le pubblichiamo! Complimenti!

          3. Gentile Francesco, mi spiace sentire queste parole in quanto come più volte le ho scritto che non pubblichiamo messaggi che contengono informazioni che non hanno nessuna validità scientifica nè messaggi con contenuti politici. Rispondiamo a genitori che hanno dubbi “legittimi” e non a persone che vogliono fare pubblicità ad un pensiero antivax. Le ribadisco che noi siamo un’Azienda Sanitaria, lavoriamo per promuovere, tutelare, salvaguardare la salute di tutti i cittadini.

          4. Per Simona, ho avuto il bugiardino da poco, come potrà immaginare le Pediatrie stanno vivendo un momento intenso. Perciò se Simona invia la sua mail a v.vivoli@ausl.mo.it, glielo invio subito. Mi scuso ancora per il ritardo. A presto

          5. Grazie ma il bugiardino ce l’ho già. Non mi pare specificato però il contenuto di formaldeide ma solo il quantitativo max che ci può essere

          6. Bene se non ha bisogno del bugiardino.
            La formaldeide nella preparazione dei vaccini è utilizzata per:

            trasformare le tossine del tetano e della difterite in sostanze non tossiche ma ugualmente capaci di stimolare le difese immunitarie
            uccidere i virus come per esempio quelli della poliomielite, dell’influenza, dell’epatite A: anche in questo caso i virus mantengono le caratteristiche che servono per essere riconosciute dal sistema immunitario, ma grazie all’azione della formaldeide non sono più in grado di provocare la malattia.
            Alle fine della produzione dei vaccini la formaldeide viene eliminata e nel prodotto finale rimangono al massimo solo tracce.

            Il limite massimo di formaldeide che può essere contenuta in una singola dose di vaccino è di 0,1 mg. La maggior parte dei vaccini per cui si usa la formaldeide durante la produzione, ne contiene tracce molto inferiori. Occorre sottolineare che la formaldeide è naturalmente presente nel sangue di tutti gli esseri umani. Un lattante di 5 kg ne ha nel sangue 1,1 mg molto di più di quanta ne è contenuta in un vaccino.

          7. La Signora Simona ha fatto una domanda esplicita: qual è il quantitativo di formaldeide nel vaccino imovax polio? Si puó avere una risposta esatta corretta e precisa?

          8. Le risposte non possono essere date qui in quanto in questi messaggi non posso allegare la documentazione necessaria. Rimaniamo disponibili però a inviare tutto il necessario a chi lo desidero. La tesi della dr.ssa che lei cita non hanno nessun fondamento scientifico e abbiamo già ampiamente risposto negli articoli “miti sui vaccini”

  3. Come mai dopo l’approvazione della legge sul l’obbligo vaccinale venerdì 28 luglio alla camera, l’AIFA ha modificato il bugiardino del vaccino Hexyon?
    Se il vaccino non è mai stato testato e proprio per questo era vietato ai bambini con età superiore ai due anni come dichiara Hexyon, come mai dopo la legge non fanno più riferimento all’età massima di somministrazione? Fatta la legge trovato l’inganno?
    http://coscienzeinrete.net/politica/item/3013-fatta-la-la-legge-cambiato-il-bugiardino

    1. Il Fatto Quotidiano pubblica in prima pagina la notizia della modifica del foglio illustrativo, comunemente (e peraltro erroneamente) chiamato “bugiardino”, del vaccino esavalente Hexyon®, correlando in modo strumentale la modifica regolatoria all’approvazione del Decreto Vaccini ed insinuando in modo diffamatorio che ciò sia per consentire alla nostra società di guadagnare di più.

      Affermazioni non solo false, ma che denotano la scarsa conoscenza dell’iter regolatorio che governa modifiche e approvazione dei farmaci.

      In realtà i tempi di approvazione delle modifiche di carattere regolatorio nel settore farmaceutico, tra valutazioni ed approvazioni, sono molto più lunghi rispetto ai tempi parlamentari, parliamo di alcuni anni.

      La modifica del foglio illustrativo del vaccino presentata all’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) risale, infatti, al dicembre 2015, quando ancora non c’era nessun dibattito parlamentare in corso sulla prevenzione vaccinale, e l’approvazione successiva è datata 28 aprile 2016, risalendo quindi a ben un anno e mezzo fa.

      In pratica, in linea con quanto riportato e approvato negli stampati ufficiali di Hexyon®, l’EMA ha confermato l’affidabilità della somministrazione di Hexyon® oltre i ventiquattro mesi di età, presentando profili di sicurezza e affidabilità comparabili agli altri vaccini esavalenti già presenti sul mercato e quindi in commercio da tempo.

      Nel ciclo di vita di un medicinale, tali modifiche sono una prassi ordinaria e mirano esclusivamente al miglioramento della efficacia, aderenza e sicurezza del medicinale stesso.

      Come ribadito più volte in questi mesi dalla comunità scientifica i vaccini sono farmaci estremamente sicuri.

      http://nascereamirandola.ausl.mo.it/index.php/2017/06/27/vaccini-occhio-alle-fonti/

      1. E su chi li avete sperimentati per dire che prima non erano sicuri invece adesso lo sono? Ricordo anche a chi scrive che prima di farla una legge, ed addirittura discuterla, o addirittura calendarizzarla, viene preparata….nessuno della casa farmaceutica si è “preparato all”evento? Insomma, sappiano che i mondiali di calcio sono nel 2018, secondo voi nessuno delle società calcistiche si sta preparando per arrivare “preparati all’evento”? Tutto casuale il vostro muovervi anticipatente?

        1. I vaccini ( come tutti i medicinali ) vengono preparati sulle basi della HTA ( Health Tecnology Assessment) , una scienza che raggruppa l’utilità , l’efficacia, i costi, il guadagno in salute ed altri parametri.
          Nel caso di un vaccino, in particolare , si studia , prima di pensare a prepararlo, a chi servirà , a quale popolazione, di quale età , soprattutto basandosi sull’impatto della malattia nella popolazione divisa per età , area geografica e diffusione nella stessa.
          Prima di essere commercializzato un vaccino passa attraverso studi su un numero limitato di soggetti, di solito volontari adulti, poi su gruppi sempre più numerosi.
          Quando un vaccino entra in commercio ( in media 10 anni dopo l’inizio degli studi) si dice che è in fase IV ( quattro) e in questa fase possono essere valutati anche gli eventi avversi rarissimi ( se presenti) dato che sono utilizzati su milioni di soggetti. Nel frattempo gli studi continuano allargandosi sempre a più tipologie di soggetti e di diverse età e , negli anni successivi alla commercializzazione , le schede tecniche riportano le modifiche nell’utilizzo .
          Esempio : il vaccino contro l’HPV che all’inizio era autorizzato solo per le adolescenti femmine ora arriva anche alle donne adulte e ai maschi.
          Altro esempio il vaccino coniugato contro lo pneumococco .
          Fu offerto gratuitamente ai bimbi frequentanti i nidi intorno al 2004-2005 e offerto a tutti i neonati gratuitamente nel 2006. All’epoca era autorizzato in scheda tecnica solo fino ai 5 anni.
          Nel frattempo sono state confermate la sicurezza e l’efficacia anche nelle età successive ( dove la patologia da pneumococco è meno frequente) per poter proteggere gli individui con malattie del sangue, trapiantati, HIV positivi e immunodepressi per altri motivi e gli anziani le cui difese immunitarie diminuiscono fisiologicamente .
          L’autorizzazione è passata quindi dopo qualche anno dai 5 anni ai 18 anni. Ora è consentito l’utilizzo in tutte le età .
          Questi due esempi sono riferiti a due vaccini non soggetti ad obbligo secondo la legge 119/2017 per le quali quindi le case farmaceutiche non hanno fiutato proprio nulla ma si sono fatte guidare dalle necessità dettate dagli esperti di epidemiologia, immunologia e malattie infettive.
          Lo stesso si applica anche ai vaccini contro i meningococchi sempre non obbligatori secondo la legge 1/9/2017

          1. Una domanda, anzi due…quanti bambini morti a causa dei vaccini sono stati riconosciuti dallo stato italiano? La seconda è quanto ci guadagna una casa farmaceutica a vaccino? E se ne posso fare un altra, chi mi dice che vaccinando una persona, non facendo sviluppare naturalmente gli anticorpi, nel corso del tempo, ci si ammala più facilmente dato che le proprie difese immunitarie non si sviluppano? Un altra ancora…chi mi assicura che il dona della persona non si modifica cosí da indebolire la propria prole in maniera tale poi da avere bisogno di cure e medicinali facendo arricchire ancora di più le case farmaceutiche?

  4. Buongiorno, dal 16 agosto attendo che una mia domanda venga pubblicata in quanto è in attesa di moderazione.
    Ho diverse altre domande che vorrei farvi, è possibile intanto avere risposta a quelle attualmente moderate? Grazie

    1. Gentile Francesco, abbiamo notato che i tuoi dubbi sono tanti, alcuni anche a carattere politico. E come più volte abbiamo ribadito, questo non vuole essere una luogo di dibattito politico ma un luogo virtuale dove dare una prima risposta ai dubbi di salute che i genitori possono avere nei confronti dei loro figli. Insomma vogliamo essere un orientamento.
      Proprio per questo crediamo che le tue domande meritino un approfondimento diverso, un confronto personale. Ti suggeriamo di rivolgerti alle Pediatria di Comunità del tuo Comune di Residenza.
      I nostri Pediatri sono sempre disponibile al confronto e ad approfondire i dubbi dei genitori in tema di vaccinazione.
      Di seguito trovi il link del sito dell’AUSL di Modena con tutti i recapiti delle Pediatria di Comunità.
      http://www.ausl.mo.it/flex/FixedPages/IT/CartaDeiServizi.php/L/IT/TIPO/106
      A presto

      1. Nel post a cui non avete risposto non c’ nessun riferimento a personaggio politico o politica stessa, ma solo domande inerenti le conseguenze vaccinali e capire gli introiti che girano intorno le nostre vite….credo sia un po’ lecito sapere quanto vale mio figlio per voi, o mi sbaglio, posso avere una risposta alle mie domande?

        1. Gentile Francesco, come già detto, ribadiamo che questa non è la sede appropriata per un dibattito politico/economico. Questo è un blog di un Azienda Sanitaria è proprio per questo noi saremo sempre disponibili a chiarimenti o ad informazioni su dove trovare la risposta migliore ma ad argomenti di carattere sanitario e di salute.

          1. Ok, riformulo la domanda:
            non facendo sviluppare naturalmente gli anticorpi, nel corso del tempo, ci si ammala più facilmente dato che le proprie difese immunitarie non si sviluppano? Un altra ancora…chi mi assicura che il dna della persona non si modifica cosí da indebolire la propria prole in maniera tale poi da avere bisogno di cure e medicinali quando si è adulti?

  5. Perché non rispondete alla mia specifica domanda?
    Riporto sotto il mio questionario e la vostra Risposta:

    non facendo sviluppare naturalmente gli anticorpi, nel corso del tempo, ci si ammala più facilmente dato che le proprie difese immunitarie non si sviluppano? Un altra ancora…chi mi assicura che il dna della persona non si modifica cosí da indebolire la propria prole in maniera tale poi da avere bisogno di cure e medicinali quando si è adulti?

    Vanessa Vivoli
    29 agosto 2017 alle 16:32
    Abbiamo ampiamente parlato di questo nell’articolo di cui il link
    http://nascereamirandola.ausl.mo.it/index.php/2017/04/05/vaccino-falsimiti/
    Nell’articolo, come potrà leggere, sottolineiamo con forza che si corrono molti più rischi a contrarre le malattie rispetto che vaccinarsi

  6. Scusate, vorrei una smentita su una questione dettami da un medico.
    Se una bambina prende il morbillo naturalmente, quindi non da vaccino, quando mette al mondo un figlio, lo stesso è protetto da questo fino ad un massimo di un etá che può variare da 4 a 7 anni, mentre se la bambina vaccinata, quando metterá al mondo un bambino, questo non è assolutamente coperto. É vera questa cosa?
    Grazie.

    1. Gentile Francesco,
      quello che le è stato detto non è assolutamente vero.
      Negli ultimi mesi prima della nascita di un bambino, la madre trasmette attraverso la placenta al bambino gli anticorpi per la maggior parte delle malattie che ha avuto fino a quel momento o contro cui è stata vaccinata. In questo modo il bambino è protetto per i primi mesi (non anni!) di vita.
      Per quanto riguarda il morbillo ci sono studi che dimostrano che il bambino rimane protetto dagli anticorpi materni per un periodo variabile che può arrivare ai quattordici/quindici mesi. Dopo per proteggersi dalla possibilità di contrarre la malattia è assolutamente necessario vaccinare il bambino.
      La quantità di anticorpi trasmessi dalla madre vaccinata al feto sono presenti e solo di poco inferiori rispetto a quelli delle mamme che hanno avuto il morbillo
      Nei Paesi dove il morbillo è più diffuso i bambini vengono vaccinati a 9 mesi di età per scongiurare il contagio.
      Vaccinare così presto può proteggere prima se il bambino non ha più gli anticorpi della mamma ma può portare all’inefficacia del vaccino che viene ucciso dagli anticorpi residui della mamma.
      Proprio per questo in Italia la vaccinazione contro il morbillo viene fatta dopo il compimento dell’anno di vita. Viene somministrato prima del primo compleanno solo nel caso che il bimbo sia stato a contatto con un ammalato di morbillo dato che la vaccinazione se praticata entro 72 ore dal momento del contagio può prevenire la malattia.

    1. In Italia, da anni, nessun vaccino in commercio contiene mercurio.
      Quindi, la risposta alla sua domanda ê assolutamente no!

  7. È vero che l’aifa ha dichiarato che nel triennio 2014-2016 ci sono state 21.658 reazioni avverse di cui 3351 solo da vaccino esevalente?

    1. l’aifa ha dichiarato che nel triennio 2014-2016 ci sono state 21.658 reazioni avverse di cui 3351 solo da vaccino esevalente o no! Mi rispondete?

      1. Gentile Francesco,
        mi sembra di risponderle in modo continuativo. Anche se il nostro sta diventando un colloquio a due e non mi sembra di interesse per altre persone.
        Le suggerisco visto l’entità dei suoi dubbi di parlare anche con il suo medico di fiducia in modo da avere risposte più puntuali e tempestive.
        In ogni modo, tornando alla sua domanda. l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha pubblicato un report sulle segnalazioni di reazioni avverse al quale lei si riferisce.
        Va sottolineato che la segnalazione non rappresenta di per sé una prova di correlazione tra la reazione avversa e la vaccinazione. “Le reazioni avverse segnalate attraverso i sistemi di vigilanza passiva – spiega il report Aifa – rappresentano dei sospetti e non la certezza di una relazione causale tra prodotto medicinale (vaccino) somministrato ed evento avverso”.
        “Infatti – sottolinea ancora Aifa – alcuni eventi possono essere interpretati come reazioni avverse perché si manifestano in coincidenza temporale con la vaccinazione. Una distinzione molto importante soprattutto quando si parla di reazioni sospette con esiti fatali. Provare la correlazione in questi casi è fondamentale e infatti il report Aifa analizza ogni singolo caso riportando un quadro dettagliato per i due anni esaminati (2014 e 2015) dal quale emerge che per nessuna delle 69 morti del 2014 e delle 9 del 2015 è stato riscontrato un legame diretto e comprovato tra decesso e vaccinazione.
        Allego per chi fosse interessato il link al report
        http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/rapporto-sulla-sorveglianza-postmarketing-dei-vaccini-italia

        1. Partendo dal presupposto che se sta diventando scocciante rispondere alle mie domande, lo dica subito che smetto di farle.
          Visto che questo sito, come avete detto voi, è un sito per dare chiarimenti, cerco di chiarire ogni mio dubbio, anche se, ad ogni risposta, più che togliermene uno, me ne ,ettete degli altri.
          Sto cercando infatti qualche persona che almeno mi dia delle risposte concrete dal vivo, ma fino ad ora, nella usl di competenza, dopo la prima domanda che ho fatto, mm sono alzato e me ne sono andato dopo avergli spiegato che cosa sia la sindrome di guillan-barrè in quanto volevo spiegazioni al riguardo e mi hanno guardato come se avessero visto un fantasma.
          Almeno facendole qui, lei magari girando le domande a qualcuno, ho una specie di risposta
          Per specie di risposta intendo dire che sembra chi deve difendere i vaccini, abbia la certezza assoluta che i vaccini non facciano danni, mentre sappiamo benissimo che non è così (purtroppo).
          L’AIFA,quindi di tutte le morti bianche, ha dichiarato che nessuna fosse causata da vaccini, è un po come chiedere ad un bugiardo di dire la verità(sempre secondo me) ma non sono medico e la mia parola non conta nulla.
          Il Dottor Montanari, ha detto che il mercurio, prima mescolato nel calderone dei vaccini, poi viene esportato, lasciando così comunque tracce,questo è vero?
          Perché se i custodi della veritá sul vaccino che fa solo bene e non ha mai creato danni a nessuno, non si confrontano pubblicamente (o anche in privato) ed uscire dalla stanza solo quando uno dei due si è fatto convincere che il vaccino FA BENE o il vaccino FA MALE?
          Ne sprechiamo tanti di quei soldi per cose inutili, perché non prendere il massimo esponente dei povax ed il massimo esponente dei novax e metterli a confronto?
          Comunque sia, mi soffermo sulla domanda di prima, il thimerosal essendo comunque un sale di me urlo, non é cancerogeno?

          1. L’ipotesi che la vaccinazione antiinfluenzale si possa associare a Sindrome di Guillan Barrè (GBS) è emersa per la prima volta negli anni tra il 1976 e il 1977 in USA. Studi successivi hanno dimostrato un aumento di incidenza della GBS nelle prime due settimane dall’inoculazione del vaccino; i dati però non erano sufficientemente uniformi per confermare la diagnosi e una miriade di eventi oltre la vaccinazione potevano essere associati alla GBS, tra cui altre infezioni virali, deficit immunitari e infezioni da Campylobacter jejuni, per cui non si poté stabilire una chiara relazione di causa-effetto.
            A seguito dell’osservazione di tale aumento dei casi, furono portati avanti negli anni a seguire numerosi studi mirati ad accertare o smentire tale associazione.
            Dall’insieme degli studi disponibili sembra evidente che l’associazione tra vaccino influenzale e sindrome di Guillain Barré nella stagione tra il 1996-97 fosse sostanziale ma che nelle stagioni che si sono susseguite, questo rischio non è stato dimostrato. Inoltre con i vaccini attualmente in commercio un eventuale rischio potrebbe forse giustificare l’osservazione di un caso di malattia addizionale ogni milione di dosi somministrate e limitatamente alle persone oltre i 50 anni.
            È importante sottolineare che la GBS segue comunemente un’infezione gastrointestinale o un’infezione respiratoria acuta tra cui l’influenza per cui la vaccinazione antinfluenzale può effettivamente ridurre il complessivo rischio di GBS prevenendo l’influenza. Pertanto alla luce delle evidenze disponibili l’immunizzazione annuale con il vaccino influenzale è un’importante pratica di sanità pubblica che deve essere continuata e incoraggiata per prevenire la morbosità e la mortalità da questa malattia importante.

          2. Articolo tratto da: http://www.vaccinarsi.org/contro-la-disinformazione/nessuna-relazione-tra-i-vaccini-e-la-morte-in-culla.html

            L’ipotesi che la morte in culla (in inglese chiamata Sudden Infant Death Syndrome, SIDS, cioè sindrome della morte improvvisa del lattante) sia causata dal vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse) è stata avanzata dalla dottoressa Viera Schneiber, ricercatrice in pensione con un dottorato in micropaleontologia ma nessuna esperienza formale in ambito medico e una delle maggiori esponenti del movimento anti vaccinazioni in Australia.
            La morte in culla è definita come la morte durante il sonno di un bambino apparentemente sano nel suo primo anno di età e non corrisponde a una specifica patologia: la sua definizione si applica quando si possono escludere tutte le altre cause di decesso del neonato (tramite autopsia, analisi accurate dello stato di salute del bambino e delle circostanze della sua morte). Nei Paesi industrializzati l’incidenza varia tra 0,09 e 0,8 casi per 1000 neonati. Esistono forti differenze fra gruppi etnici; ad esempio il rischio di morte in culla aumenta da due a sette volte nei nativi americani e nella popolazione nera USA, nei Maori in Nuova Zelanda, negli aborigeni australiani e in persone con discendenza mista a Cape Town in Sud Africa.
            L’ipotesi che la morte in culla sia correlata alla vaccinazione – e nello specifico al vaccino Difterite-tetano-pertosse – è stata smentita da numerosi studi. I fattori di rischio per lo sviluppo di morte in culla sono numerosi, sia intrinseci al neonato che estrinseci. La raccomandazione più importante e che si è rivelata più efficace nel prevenire la morte in culla è quella di far dormire il bambino in posizione supina

          3. Il mercurio è un elemento diffuso sulla terra, contenuto in acqua, terreno, piante e animali. Il metilmercurio, composto organico del mercurio e neurotossico in quantità elevate, viene assunto dall’uomo soprattutto tramite gli alimenti di origine marina. I livelli di assunzione ritenuti sicuri sono regolamentati. L’etilmercurio derivato dal thimerosal contenuto nei vaccini è un composto differente dal metilmercurio, assunto per via differente (parenterale), a dosaggio inferiore rispetto all’assunzione indicata negli studi sul metilmercurio, in maniera intermittente e non costante come in questi studi. Diversi studi indicano che l’etilmercurio è eliminato più rapidamente dall’organismo umano e animale, ed è meno neurotossico.
            Gli studi scientifici finalizzati a verificare una correlazione tra presenza di thimerosal nei vaccini e potenziali avventi avversi sono stati nel tempo molto numerosi.
            L’Organizzazione Mondiale della Sanità, alla luce delle evidenze disponibili, ha concluso recentemente (2012) che non è necessario condurre ulteriori studi sull’argomento e che le evidenze disponibili sono sufficienti a supportare la sicurezza del thimerosal contenuto nei vaccini
            Anche l’AAP, supportato da molti esperti, ha ribadito l’assenza di evidenze su possibili rischi per la salute derivanti dal thimerosal contenuto nei vaccini e l’importanza di mantenere l’utilizzo di tale conservante per non compromettere i programmi vaccinali intrapresi su larga scala nei paesi in via di sviluppo dove sono ancora ampiamente utilizzati vaccini multidose che necessitano di un conservante per evitare il rischio di contaminazione.
            QUINDI
            Le evidenze scientifiche disponibili supportano la sicurezza del thimerosal contenuto nei vaccini. Il thimerosal è comunque stato eliminato dalle preparazioni vaccinali disponibili per l’età pediatrica nei paesi industrializzati.

          4. In risposta a quanto esposto dal dr. Montanari e da sua moglie, la dr.ssa Gatti, ribadiamo che i vaccini NON contengono SOSTANZE pericolose, come il mercurio.
            La dr.ssa Gatti parla di nano particelle ma ricordiamo che non esiste sostanza, oggetto o luogo al mondo che non possa contenere nanoparticelle (di questo si parla, particelle piccolissime). Non esiste zona al mondo priva di piccolissime particelle, nemmeno una sala operatoria o una camera sterile, anche gli oggetti che usiamo ogni giorno le contengono e le rilasciano, se per esempio si utilizza una siringa per prelevare il contenuto di una fiala, analizzandolo, si troveranno molto probabilmente nanoparticelle di acciaio provenienti dall’ago. La studiosa italiana (un fisico, non è un medico), inoltre, non ha eseguito nessun esperimento con metodo e non ha nemmeno cercato di eliminare errori tipici che si possono commettere in questi casi (escludere, ad esempio, contaminazioni o altro). Ha semplicemente osservato qualcosa al microscopio traendone una conclusione arbitraria e personale, presentando un’ovvietà (la presenza di piccolissime particelle in un flacone di un farmaco) ottenuta con metodi poco corretti come fosse una scoperta eccezionale. Le sue conclusioni sono in realtà la conferma che i vaccini sono puri e sicuri, visto che non ha trovato contaminanti in quantità pericolose.
            Ricordiamo anche che la studiosa ha pubblicato le sue conclusioni, scritte malissimo, in una rivista di nessun valore scientifico. Che le sue conclusioni siano senza attendibilità lo ha confermato anche l’agenzia di sicurezza sui farmaci francese e gli esperti consultati

          5. Un confronto novax e provax non è immaginabile. E questo non perché si ha timore di ciò. Ma perché non esiste un leader dei provax perché essere “pro vaccini” vuol dire agire secondo un pensiero scientifico.
            Non esiste un massimo esponente ma Società Scientifiche di tutte le parti del mondo concordi nel sostenere (in quanto gli studi lo dimostrano) che i vaccini sono utili e sicuri anche se non privi di possibili effetti collaterali, che sono comunque molto meno frequenti degli effetti nocivi che derivano dal contrarre le malattie infettive.
            I novax portano solo opinioni non suffragate dalla Scienza.

        2. Nel frattempo mi viene spontaneo fare un altra domanda….
          C’é qualcuno, o lo Stesso stato che comunque ha costituito un fondo monetario per rimborsare i danni da vaccini?
          Grazie

          1. Non serve un fondo monetario per i danno da vaccino.
            Il vaccino che ha causato danni accertati era il vaccino antipolio orale che non si usa più in Italia da decenni.
            I danni veri di cui è provata la correlazione con il vaccino sono rarissimi

  8. Buongiorno, cara signora vivoli mi rivolgo a lei che pare essere una esperta in medicina ed a tutto lo staff di questo sito che tratta e promuove la medicina. Ho letto tutto con attenzione e vi ringrazio, proprio perché nel tentativo di convincere i lettori delle vostre ragioni provaccinali riuscite squisitamente a convincerci sempre più delle nostre “dubbiovaccinali”. Non disquisisco delle mille considerazioni che potrei svolgere sul tema della in-sicurezza di questi vaccini, bensì vi rivolgo un accenno sarcastico su qualcosa che dovrebbe essere la vostra materia per eccellenza, ma evidentemente vi sfugge………..si chiama THIMEROSAL non THIOMERSAL e l’avete ripetuto parecchio…certo che se è con questo approccio che offrite sicurezze…… GRAZIE

    1. Gentile Chiara,
      Come ben saprà si può scrivere in entrambi i modi. La molecola chimica é univoca.
      Thimerosal o Thiomersal sono sinonimi della molecola identificata dal numero di registrazione: CAS 54-64-8
      Speriamo di averla tranquillizzata.
      A presto

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