Vacanza: per i bambini, meglio il mare o la montagna?

Si avvicina l’estate. Si avvicinano i desiderati giorni di ferie e relax, lontani dalla routine quotidiana. E’ tempo quindi di vacanza.

E immaginiamo che molte famiglie, specie con bambini molto piccoli, si stiano chiedendo qual è la meta ideale per trascorrere alcuni giorni di riposo con i propri bambini.

Prima di tutto, però vogliamo dire che qualunque sia la destinazione, andare in vacanza con i bambini fa sempre bene. Per loro sono momenti estremamente importanti.

La vacanza rappresenta un tempo dove possono fare esperienze nuove, diverse da quelle di routine. Estremamente formative.

E poi la vacanza rappresenta un tempo “famiglia” prezioso. Dove si possono avere a disposizione mamma e papà per tutta la giornata.

Detto questo la meta ideale e più giusta dipende molto dalle vostre preferenze.
Sia che scegliate il mare o la montagna, dovete però tenere presente l’età del bambino: più è piccolo (all’incirca da 0 a 3 anni), maggiori dovranno essere le attenzioni e diversa sarà la tipologia di vita che potrete fare.

 

IL MARE

Il mare generalmente è ottimo per la maggioranza dei bambini. Iodio, sole, giochi e libertà. Per godervelo a pieno e in sicurezza, dovete solo rispettare alcune regole fondamentale, specie se i bambini sono piccoli.

  1. Evitare le ore più calde della giornata

    Cercate di andare in spiaggia nelle prime ore del mattino (fino alle 11.00) e nel tardo pomeriggio (dopo le 17.00).
    Ricordate anche che i bambini fino ai 7/8 anni possono essere soggetti a colpi di calore e sono molto sensibili alla disidratazione. Per questo oltre ad evitare di andare in spiaggia nei momenti più caldi della giornata, bisogna sempre proteggere il loro capo con un cappello, di cotone.
    Ed è necessario offrirgli spesso da bere. Acqua, succhi di frutta, freschi, non freddi, a piccoli sorsi
    Può essere utile preferire una destinazione con un retroterra, ricco di vegetazione, ventilato, fresco, dove sia possibile portare il bambino.

  2. EVITARE LE SCOTTATURE

    E’ importante proteggere sempre la pelle dei bambini con creme ad elevata protezione (almeno 30, meglio 50).
    L’esposizione al sole fa bene. Favorisce la formazione nell’organismo di vitamina D. Vitamina indispensabile per l’assorbimento del calcio. È però  necessario evitare che il bambino si “scotti”.  E’ infatti dimostrato che le scottature (forte rossore e bruciore della pelle) durante l’infanzia sono associate ad un aumento del rischio di insorgenza di melanoma in età adulta.

    Le creme solari vanno applicate prima dell’esposizione al sole e regolarmente ogni due o tre ore. Dopo ogni bagno, anche se si utilizza una crema solare indicata come “resistente all’acqua. Ricordate di selezionare prodotti dermatologicamente testati e che garantiscano protezione a raggi UVA e UVB.  Applicare la crema protettiva non significa poter stare al sole tutto il giorno! Per questo è importante esporre la loro pelle al sole in modo graduale e progressivo, e come abbiamo detto, evitando i momenti più caldi della giornata.
    Ricordate anche che il bambino prende il sole anche quando è in acqua o sotto l’ombrellone.  E anche quando il cielo è nuvoloso è necessario proteggersi.
    Fino a sei mesi, è comunque meglio tenere il bambino sempre all’ombra, al fresco.

  3. Il bambino deve essere sempre sorvegliato a vista

    Il bambino, specie nei primi anni di vita, deve essere sempre sorvegliato a vista. Può essere lasciato libero di giocare nell’acqua, ma sempre con lo stretto controllo di un adulto

LA MONTAGNA

Per le vacanze estive, la montagna è una meta consigliata nel periodo più caldo dell’estate. Aria pura, piacevoli passeggiate, paesaggi nuovi, ricchi di una vegetazione tutta da scoprire.

Quindi nessuna controindicazione o limite. Anche in questo caso, solo qualche attenzione, soprattutto con bambini piccoli, per renderle più sicure.

  1. Proteggere la pelle dai raggi del sole

    Dovete ricordare che anche in montagna è importante proteggere adeguatamente la pelle del vostro bambino dai raggi solari.
    Non dimenticate quindi di utilizzare regolarmente le creme solari ad alta protezione. E sempre per questo, soprattutto nelle ore più calde della giornata, preferite passeggiare in zone ombreggiate.

  2. Porre attenzione all’altitudine

    Generalmente bambini anche molto piccoli (0-12 mesi), in buona salute, quindi senza nessuna particolare patologia, possono tranquillamente andare in vacanza in montagna e raggiungere fino a 1500-2000 m di altezza. I genitori possono temere il così detto “mal di montagna”. Ma possono stare tranquilli.  Infatti, solitamente, per queste altitudini si parla di “zona indifferente” in quanto è molto raro che si notino delle modificazioni fisiche.
    Potete quindi serenamente soggiornarvi anche per periodi medio-lunghi.

    Per le salite ad altitudini maggiori ai 2000 m, è necessario avere qualche precauzione in più.

    I bambini rispondono all’altitudine in modo analogo ai soggetti adulti. A queste altezze, il processo di acclimatazione, ad esempio, può implicare cambiamenti di tipo fisiologico nei bambini  del tutto identici a quelli degli adulti. Il rischio, nelle alte quote, di edema polmonare e cerebrale acuti, è uguale a quello riscontrato negli adulti ed avviene nelle medesime modalità. Unico problema è che il bambino, specie se molto piccolo, non può riferirne la sintomatologia.

    Ed è per questo che  le salite oltre i 2000 m, con bambini sotto l’anno sarebbero da evitare.
    I bambini più grandi, possono salire anche ad altezze maggiori, ma per prevenire qualsiasi tipo di rischio, è opportuno salire in modo lento e graduale. Ad esempio, se l’obbiettivo sono i 2500 metri e oltre, meglio non salire più di 300 metri al giorno. Inoltre, ogni 1000 metri è bene prendere un giorno di riposo.
    In questo modo il piccolo si potrà acclimatare.

    I rapidi cambiamenti di quota e quindi di pressione barometrica, come con la funivia, possono anche aumentare il rischio di dolori alle orecchie soprattutto nei più piccoli. In questi casi, noi adulti avvertiamo la sensazione dell’ “orecchio tappato”  e deglutiamo per compensare. I piccolissimi non lo sanno e segnalano il disagio piangendo. Per prevenire qualsiasi disagio è utili farli  succhiare (caramelle, succhiotto) e deglutire. Se invece sono raffreddati è meglio rinunciare all’escursione ed ai mezzi di risalita

    I bambini oltre i 10 anni sono fisicamente idonei a sopportare l`altitudine e capaci di descrivere eventuali sintomi di malessere. Nessuna restrizione quindi per bambini con età superiore ai 10 anni.

    In ogni modo, ricordate sempre che oggi in molte delle nostre zone montane vengono indicati e consigliati percorsi idonei per bambini. Specifici itinerari facili e educativi per conoscere meglio la natura che li circonda.

  3. CONSIDERARE GLI SBALZI DI TEMPERATURA

    I bambini sono molto sensibili al freddo. Disperdono più calore degli adulti, soprattutto dalla testa e dal collo. E’ importante quindi proteggere sempre la testa e il collo dal freddo e sorvegliare l’abbigliamento.

    I piccolissimi portati sulle spalle negli zainetti sono ancora più sensibili al freddo, sia perché stanno fermi, sia perché la posizione nello zaino rallenta la circolazione negli arti inferiori. Dovete perciò controllare che piedini e manine siano coperti adeguatamente e non siano freddi.

     

     E SE ANDASSIMO IN VACANZA IN UNA CITTà D’arte?

Siamo soliti pensare che visitare una città d’arte con i nostri bambini sia un impresa noiosa e stressante. Invece con qualche stratagemma può diventare un viaggio avventuroso e divertente.

Abituare i nostri figli al bello, fin da piccoli, significa aiutarli a crescere in modo responsabile e consapevole.

Scriveva Peppino Impastato: “… bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla… Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. “

Così come l’arte, viaggiare aiuta ad educare alla bellezza. Viaggiando si ha occasione di frequentare i musei, vedere splendidi paesaggi, entrare in contatto con culture e persone diverse. Viaggiando si esce da ciò che si conosce per andare alla ricerca di cosa se non della bellezza? Chi viaggia ha brama di incontrare la bellezza e di farne esperienza.

Non vi fate scoraggiare dal pensiero “è piccolo, non ricorderà niente!”. Non ricorderà niente, questo è vero. Ma noi abbiamo un ricordo cosciente e una memoria interna. Il ricordo cosciente è quello per cui puoi avere l’immagine del posto in cui sei stato, come una fotografia. La memoria è il vissuto, gli affetti, uniti a quella situazione. Della nostra primissima infanzia non abbiamo ricordo cosciente, ma memoria sì.  Ed è la parte più formativa per la nostra mente.

Detto questo, se volete e vi piace, non esitate a visitare una città d’arte con vostro figlio. Come sempre con qualche piccola accortezza.

  1. Attenzione alla scelta della città e al periodo

    Città d’arte, assolutamente sì. Ma fresche, sopratutto se viaggiate d’estate. Scartate capitali o luoghi d’arte molto caldi e umidi. Ed evitate come periodo il momento centrale dell’estate, quando si presume che l’umidità e il caldo possono essere molto elevati. Non sempre infatti in città è facile identificare zone fresche e arieggiate.

    Inoltre, se vostro figlio è piccolo o alle prime esperienze di questo tipo, potrebbe essere meglio iniziare con città o luoghi d’arte vicini casa. L’italia è piena di posti e borghi da scoprire!

  2.  l’organizzazione è importante

    Per non trasformare la visita di una città, anche di modeste dimensioni, in un’esperienza stressante, è bene pianificare e organizzare le tappe di visita. E questo può valere sopratutto per i più piccoli. Una buona organizzazione del viaggio è fondamentale per limitare spostamenti e tempi d’attesa lunghi. Due fattori che possono mettere a rischio la pazienza di ogni bambino.

    Ricordate anche che la pianificazione della visita non deve essere troppo serrata. I bambini hanno tempi assolutamente diversi dai vostri. Non riuscirete a vedere tutto. Potreste, ad esempio, rinunciare a qualche museo per qualche parco o zoo. Oggigiorno, vi sono delle ottime guide turistiche, come tanti blog, che vi possono aiutare a identificare i posti e gli itinerari migliori da fare con i vostri bambini bambini

  3. STUZZICARE SEMPRE LA LORO CURIOSITÀ’

    Se volete che i vostri bambini non vedano l’ora di visitare la città scelta come meta di viaggio, non mancate di preparare il campo al loro stupore.  Fate leva sui loro interessi: musei, parchi divertimento, storia. Ogni città del mondo ha qualcosa da raccontare anche a loro.

    Cercate anche di trasformate la visita in un avventura.  Immaginate racconti e personaggi da scoprire insieme. Lo stesso viaggio per raggiungere la meta può essere trasformato in un racconto avventuroso.

    Un altro piccolo consiglio per visitare insieme musei. Cercate di coinvolgerli. Chiedetegli qual è l’opera che preferiscono. Fatevi raccontare il motivo. Se poi, a vostri figlio piace disegnare, portatevi sempre dietro un blocco e qualche colore e lasciategli riprodurre la sua opera preferita.

    Insomma la visita può diventare anche l’occasione di un gioco continuo con lui/lei

  4. OBIETTIVO CIBO

    Per un’esperienza di viaggio completa, non mancate di far loro assaggiare i piatti tipici del posto dove li portate(magari quelli meno speziati) delle città visitate.
    E’ importante ricordare che anche il gusto è parte integrante della memoria e dell’esperienza. I bambini quando sono in gita all’aria aperta hanno bisogno di una alimentazione leggera e frazionata.
    E di bere molto, sopratutto, come abbiamo già detto d’estate.

    E voi?

    Avete già deciso dove andare in vacanza? Avete qualche altro dubbio o perplessità da chiedere? Se sì, non esitate a commentare, risponderemo subito!

 

 

 

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