Parto. Diario di nove mesi …

DALLA RUBRICA “TI CONSIGLIO UNA LETTURA”…

I vincitori del Premio Andersen Chiara Carminati e Massimiliano Tappari raccontano la gravidanza e la nascita con un libro a storie parallele.
Un libro sullo stupore, la scoperta e l’attesa di nascere e di diventare genitore.

 

 

Parto. Diario di nove mesi in acqua / Diario di nove mesi in aria
Chiara Carminati, ill. Massimiliano Tappari, 2013, Franco Cosimo Panini

“Parto. Prendo la decisione in un soffio, come quando ci si tuffa. Mi sostiene un desiderio”.
“Parto. Per un attimo mi è sparito il respiro, si è fermato il tempo e forse anche il cuore ha mancato un battito”.

 “Parto” racconta a due voci l’attesa di una madre e di un bambino che, dopo nove mesi, si incontrano e vengono al mondo, insieme.

Le parole poetiche di Chiara Carminati sono accompagnate delle semplici e spesso ironiche immagini del fotografo Massimiliano Tappari, due linguaggi che si incontrano e sono in grado di cogliere, con delicatezza, le paure ed i pensieri più intimi di due anime che si appartengono e vanno incontro al cambiamento.

Il libro si legge sia in un verso che nell’altro, e si svolge in brevi capitoli che descrivono le storie parallele e i diversi punti di vista dei due protagonisti:

  • da un lato “Parto – diario di nove mesi in aria” racchiude il racconto della futura mamma, quando il respiro manca nella presa di coscienza della gravidanza, vissuta iniizialmente come un segreto “a fior di labbra”; la gioia e la paura del futuro, i progetti e le aspettative, il corpo che cambia e si fa “creatura marina” che custodisce e si prepara ad accogliere.

 

  • dall’altro “Parto – diario di nove mesi in acqua” dà la parola ai sogni del nascituro, alla paura di lasciare ciò che si conosce per l’ignoto, dalla sensazione di non essere mai solo ma sempre avvolto da “un battito d’ali che attraversa il petto”, sino alla necessità di superare i limiti e trovare spazio nel mondo.

 

 

L’incontro si realizza al centro del libro, in cui la stessa fotografia e la stessa parola rappresentano insieme la fine del viaggio e l’inizio di una nuova vita.

Chiara Carminati gioca sul significato metaforico della parola “PARTO”, che viene utilizzata come verbo attivo e non come sostantivo: “Parto” identifica un viaggio che è insieme l’atto di “dare alla luce” e di “venire al mondo”.

Massimiliano Tappari, attraverso la semplice fotografia di una scia d’aereo, realizza la corrispondenza immediata tra la parola e l’immagine.

 

 

 

Testo e immagine si fondono in un tutt’uno armonico che lega indissolubilmente le due parti del libro, che non sono altro che due prospettive differenti della stessa sostanza.

Madre e bambino stanno compiendo lo stesso viaggio: in aria la madre “mette al mondo”, in acqua il bambino “viene al mondo”, e insieme, nell’atto dell’incontro, nascono a nuova vita.

Il segreto di questo libro è di essere costruito da piccole cose, da parole e immagini quotidiane, da emozioni vere, che consentono più livelli di lettura. Una storia che la futura mamma può condividere con il proprio compagno e che potrà rileggere insieme al proprio figlio quando sarà cresciuto, lasciandosi guidare dai ricordi e dai sentimenti di un viaggio che non è “in solitario”.

 

ALTRI LIBRI SUL viaggio di attesa
  • Canti dell’attesa, Sabrina Giarratana, ill. Sonia MariaLuce Possentini, 2015, Il leone verde Edizioni
  • Filastrocche con la pancia, Simona Bonariva, 2006, La Meridiana
  • Filastrocche appena nate, Simona Bonariva, 2009, La Meridiana

 

Il Libro è stato consigliato da Gloria Ganzerli e Viola Catellani
Biblioteca comunale di Medolla

 

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