Esami in gravidanza: tutto quello che c’è da sapere, trimestre dopo trimestre

Sono incinta. E adesso? Che sia programmata o no, la notizia di una nuova gravidanza va di pari passo con una serie di pensieri e preoccupazioni riguardo alle “cose da fare”. Non soltanto la riorganizzazione della propria vita, degli spazi di casa, del lavoro, ma anche la programmazione di visite ed esami in gravidanza per accompagnare e monitorare, mese dopo mese, il benessere della mamma e la crescita del bambino.

Vinto il disorientamento iniziale, capire cosa fare e quando non è così difficile, esiste una linea guida per la gravidanza fisiologica e addirittura una pratica agenda che potete scaricare qui. Si tratta di una sorta di calendario, valido per tutte le donne la cui gravidanza non presenta particolari criticità (sulle altre situazioni gli esami vengono valutati caso per caso). È il frutto di un’analisi rigorosa di studi clinici compiuta da un gruppo di esperti e alla cui stesura ha collaborato anche il Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria dell’AUSL Modena.

L’agenda può essere un valido strumento per riflettere sulle domande da porre al medico e all’ostetrica in occasione delle visite, per chiarire i propri dubbi e comprendere meglio i cambiamenti in corso, trimestre dopo trimestre.

Allo stesso modo, è importante informarsi sul Percorso Nascita del proprio territorio, per capire dove recarsi per le visite di routine e in caso di urgenze.

Esami in gravidanza

Qualora decidiate di farvi seguire presso il Consultorio, vi sarà inoltre consegnata la cartella della gravidanza “Non da sola. Comprendere e vivere la propria gravidanza, insieme”. Elaborata dalla Regione Emilia Romagna, è un vero e proprio diario della gravidanza, disponibile in più lingue e aggiornato rispetto ai più recenti provvedimenti per sostenere la condivisione delle conoscenze disponibili fra i professionisti (medici e ostetriche) e le donne. Essa illustra l’assistenza che viene offerta, perché di provata efficacia, durante la gravidanza fino alla nascita del bambino, indicando per ogni trimestre i controlli e gli esami proposti per una gravidanza fisiologica. In caso di complicazioni, il professionista che segue la gravidanza prescriverà i controlli ulteriori necessari caso per caso. La Cartella “Non da Sola” può essere richiesta anche da coloro che sono seguite da professionista privato, recandosi in Consultorio per ritirarla.

Esami in gravidanza – 1° trimestre

Primo trimestre (fino a 12 settimane)

Il primo appuntamento con il medico o l’ostetrica dovrebbe avvenire entro le 10 settimane, per avere il tempo di pianificare nel modo migliore l’assistenza alla gravidanza.

Il Percorso Nascita del Consultorio familiare si avvia con una Consulenza Ostetrica durante la quale sono raccolte le informazioni sulla salute della gestante, fornite le informazioni necessarie a programmare l’avvio dell’assistenza secondo le condizioni di rischio presenti ed effettuata la prenotazione degli esami utili e della successiva visita ginecologica. L’ostetrica proporrà inoltre l’assunzione di acido folico per tutto il primo trimestre di gravidanza, attraverso il quale è possibile ridurre l’incidenza di difetti del tubo neurale.

Nella prima visita si misurano il peso e la pressione arteriosa (utile per la diagnosticare un’eventuale ipertensione, vale a dire pressione alta, è effettuata di routine ad ogni controllo). Viene effettuata l’esplorazione vaginale che è ripetuta ogni volta se ne ravvisi la necessità.

Vengono proposti i primi esami.

  • Esame delle urine: serve per verificare la funzionalità renale.
  • Urinocoltura: permette di verificare la presenza di una carica batterica elevata nelle urine (batteriuria) che a volte non dà nessun sintomo. La batteriuria asintomatica normalmente non è preoccupante, ma in gravidanza va identificata per avviare un trattamento.
  • Esame del sangue: è importantissimo per determinare, qualora non lo si conosca, il gruppo sanguigno e il fattore Rh, inoltre permette di rilevare anemia o altre malattie fra cui quelle infettive (toxoplasmosi, rosolia, sifilide, HIV; il test per HCV, vale a dire l’epatite C, è proposto nel 1° trimestre alle donne che presentano fattori di rischio).
  • Ecografia ostetrica: ha l’obiettivo di verificare  che la gravidanza sia in evoluzione, datare con certezza l’epoca di gestazione e valutare se si tratta di una gravidanza singola o gemellare.
  • Pap test: se non si è aderito alla chiamata del Programma di screening (dai 25 in poi) o non lo si è effettuato da almeno tre anni. Non comporta rischi di aborto e altre complicanze.

Il medico e l’ostetrica inoltre possono offrire informazioni sull’assistenza e il sostegno alla donna in gravidanza, sui benefici di legge per maternità e paternità, sui corsi di accompagnamento alla nascita, sugli stili di vita e su come gestire i sintomi più comuni (nausee, sonnolenza, ecc).

Diagnosi prenatale

È anche il momento di parlare con il medico delle diverse possibilità di diagnosi prenatale. Oggi è possibile stimare il rischio che il bambino abbia la sindrome di Down attraverso alcune modalità:

  • fra 11 settimane + 0 giorni e 13 settimane + 6 giorni con il Test Combinato, ottenuto integrando diversi fattori: età materna, peso, valori di alcune sostanze presenti nel sangue ed aspetti rilevati all’ecografia (translucenza nucale)
  • fra 15 settimane + 0 giorni e 20 settimane + 0 giorni:  analizzando alcune sostanze presenti nel sangue (triplo test)
  • villocentesi e amniocentesi, sono i cosiddetti test invasivi: da quest’anno le normative nazionale e regionale prevedono che questi esami siano effettuati dal Sistema Sanitario per la diagnosi di Trisomia 21, solo se uno dei due test precedenti ha dato come risultato un rischio consistente di effettiva presenza della sindrome. La sola età materna non è più considerata fattore di rischio sufficiente, poiché se utilizzato da solo comporta l’effettuazione di molte amniocentesi “inutili” che per giunta espongono a rischio di perdere la gravidanza.

Viene offerta l’ecografia da effettuare nel secondo trimestre per rilevare eventuali anomalie del feto.

Esami in gravidanza – 2° trimestre

Secondo trimestre (da 13 a 27 settimane)

Negli appuntamenti con il medico o l’ostetrica sono commentati i risultati degli esami che si è scelto di eseguire e si discute dell’assistenza che viene offerta in questo trimestre, eventualmente proponendo le modifiche necessarie. Se la gravidanza è fisiologica vengono effettuati questi esami:

  • Misura della pressione arteriosa e del peso.
  • Misura fondo-sinfisi: a partire da 24 settimane si verifica che il feto stia crescendo in modo adeguato attraverso una valutazione dell’aumento della dimensione dell’utero.
  • Esami del sangue: viene prescritto l’emocromo per lo screening dell’anemia in gravidanza (ad ogni trimestre). Se non si è immuni, è prescritto un esame del sangue per rosolia e toxoplasmosi. Se si appartiene a un gruppo a rischio per il diabete, viene prescritto un esame del sangue (curva da carico di glucosio). Se gli esami del sangue mostrano che il livello di emoglobina è inferiore a 10,5 g/100 ml, può essere indicata una terapia.
  • Esame delle urine: è utile per la diagnosi delle infezioni urinarie in gravidanza e per rilevare l’eventuale presenza di proteine nell’urina. È raccomandato a ogni trimestre.

È offerta e illustrata l’ecografia (detta comunemente morfologica) da eseguire fra 19 settimane + 0 giorni e 21 settimane + 0 giorni. Permette di valutare la crescita e lo sviluppo del feto e dei suoi organi, in particolare: la testa e le strutture del sistema nervoso centrale, le labbra, la colonna vertebrale, gli arti (gambe e braccia), i polmoni, il cuore e i grossi vasi sanguigni, l’addome e la parete addominale, lo stomaco, i reni e la vescica. L’ecografia in gravidanza non serve per le cosiddette anomalie minori come ad esempio le malformazioni delle dita delle mani, dei piedi, piccoli difetti dei setti cardiaci, ecc; permette infine di valutare la quantità del liquido amniotico e l’inserzione placentare.

Questa ecografia è importante perché consente di identificare anche anomalie che si possono correggere alla nascita. La possibilità di diagnosi di malformazioni non è mai del 100%, e varia tra i diversi tipi di malformazioni: si aggira tra il 50 e l’80% delle anomalie maggiori.

Se l’assistenza viene avviata dopo la 14esima settimana viene proposto il tri-test per la valutazione del rischio di sindrome di Down.

Sono offerte informazioni sui Corsi di preparazione alla Nascita. Tutte le donne (sia seguite direttamente dal Consultorio che privatamente da un ginecologo), già dopo l’effettuazione dell’ecografia del secondo trimestre, possono iscriversi assieme al partner.

Verso il parto…

Terzo trimestre (da 28 settimane al termine)

Durante le visite, il medico o l’ostetrica rispondono alle domande e chiariscono i dubbi, illustrano i risultati degli esami e l’assistenza che, sulla base di questi, viene proposta per gli ultimi mesi di gravidanza e per il parto. Se la gravidanza prosegue in maniera fisiologica vengono effettuati questi esami:

  • Misura della pressione arteriosa e del peso.
  • Misura fondo-sinfisi: si verifica che il feto stia crescendo in modo adeguato attraverso una valutazione dell’aumento della dimensione dell’utero.
  • Esami del sangue: viene raccomandato il Test di Coombs indiretto e l’emocromo. Vengono prescritti gli esami per malattie infettive quali toxoplasmosi (se non si è immuni), epatite B (in caso la madre risulti positiva, ci sono terapie efficaci per prevenire la trasmissione dell’infezione al bambino), sifilide (l’infezione materna può essere trattata con una specifica terapia antibiotica, valida anche per prevenire la trasmissione dalla madre al feto) e HIV (è proposto di routine nel 1° e nel 3° trimestre perché è dimostrata l’efficacia del trattamento con farmaci antivirali nelle gestanti sieropositive). Se gli esami del sangue mostrano che il livello di emoglobina è inferiore a 10,5 g/100 ml, può essere indicata una terapia.
  • Tampone vaginale: serve per identificare una infezione streptococco betaemolitico gruppo B. Alle donne che risultano positive al test, il medico proporrà poi un trattamento antibiotico durante il travaglio di parto.
  • Profilassi anti-D alle donne con fattore Rh negativo.

Controlli finali

A 32-34 settimane si verifica che il feto sia nella giusta posizione per il parto. Si tratta della cosiddetta presentazione cefalica, ovvero “a testa in giù”: se invece il feto è in presentazione podalica (non a testa in giù) il medico e l’ostetrica danno informazioni sulle possibilità per farlo girare (rivolgimento con manovre esterne). A 36 settimane si verifica nuovamente che il feto sia in presentazione cefalica ed eventualmente vengono fornite le informazioni sulla possibilità di effettuare le manovre ostetriche esterne per farlo girare.

Attorno alla 34ª settimana si pianificano anche i contatti con l’ospedale in cui avverrà il parto, attraverso incontri dedicati alla presentazione del Punto Nascita tenuto dalle ostetriche dell’Ospedale (ad esempio a Mirandola e a Carpi); le donne ricevono informazioni sulle modalità di assistenza in travaglio (per esempio sul sollievo del dolore) e dopo il parto, sugli esami che vengono proposti subito dopo la nascita, sull’allattamento al seno e la cura del neonato.

Le donne che decideranno di partorire all’Ospedale di Mirandola, intorno alla 37ª settimana verranno accolte nell’Ambulatorio della gravidanza a termine. Se sono state seguite dal Consultorio verrà preso direttamente l’appuntamento. Invece, le mamme seguite dal Ginecologo privato dovranno contattare telefonicamente l’ambulatorio verso la 34ª settimana di gestazione (tel. 0535-602246).

Durante il primo appuntamento presso l’Ambulatorio della gravidanza a termine le donne sono accolte da una delle Ostetriche del Reparto dell’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale. L’ostetrica prenderà visione della Cartella Gravidanza, raccogliendo informazioni su esami ed ecografie ed in modo tale da programmare adeguatamente i successivi controlli.

Se la gravidanza risulta fisiologica, e il travaglio non insorge spontaneamente, viene programmato un controllo a 40 settimane, nel quale l’ostetrica effettua la visita e controlla lo stato di benessere della mamma e del bambino. Se tutto è regolare si può attendere ancora una settimana.

Alla 41ª settimana, l’Ostetrica esegue un nuovo controllo. Viene poi programmata l’induzione al parto che si effettua, di solito, dopo tre giorni, se il travaglio non insorge spontaneamente.

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