La presenza del papà in sala parto: una scelta di coppia

Nove papà su dieci scelgono di essere presenti nel momento del parto. I dati statistici confermano che oggi la maggior parte degli uomini vuole essere presente alla nascita del proprio figlio. Una scelta che può sembrare naturale ma che non deve essere scontata o legata a delle “tendenze”.

E voi? ci state pensando? Vostro marito (o compagno) sarà presente? Ne avete già parlato? Qual è la vostra esperienza?

Ecco qualche suggerimento per voi.

PRIMA DI DECIDERE, pensateci bene

La gravidanza si sta avviando al termine, ed è sempre più frequente iniziare a chiedersi ed immaginare cosa succederà durante il travaglio e il parto.

Come abbiamo già detto, oggi è considerato naturale che i futuri papà assistano al parto e alla nascita del loro bambino: tanto naturale da essere dato quasi per scontato, spesso anche all’interno della coppia stessa.

In realtà condividere l’esperienza del parto può essere un passaggio talmente delicato, intimo, emozionante. Parlarne insieme richiede un ascolto ed un tempo dedicato. Perché ognuno possa portare aspettative, dubbi, paure, bisogni, e per giungere insieme ad una scelta che sia, il più possibile, condivisa dalla coppia.

Non deve infatti essere una decisione scontata. Non deve essere una decisione dettata dal fatto che oggi la maggior parte dei papà è presente durante il parto. In gioco non c’è la reputazione del padre, o la possibilità di un uomo di dimostrarsi forte e coraggioso.

In gioco c’è l’armonia, l’intesa, la vicinanza emotiva di cui la donna sente il bisogno e di cui il suo compagno vorrebbe essere l’artefice.

è IMPORTANTE RIFLETTERE A COME SI VIVE L’Intimità NELLA COPPIA

Avvicinarsi all’evento parto significa prepararsi ad affrontare un’esperienza nuova, alla quale ci si prepara ma che porterà con sé una serie di sorprese, di emozioni, di passaggi non prevedibili. Scegliere di condividerla con il proprio compagno, con la propria compagna, significa essere disponibile ad incontrare e a svelare, mettendole a nudo, anche le proprie fragilità, in una dimensione fortemente fisica, emotiva, istintuale.

E’ quindi importante provare ad interrogarsi, dentro di sé e poi insieme all’altro, su come vengono gestiti all’interno della coppia i bisogni, i momenti di debolezza, l’intimità in senso ampio. Quanto si è quindi abituati a raccontarsi timori e speranze, piuttosto che a proteggere l’altro dai momenti di ansia o di sconforto. Può infatti succedere che in una relazione di coppia molto recente, o ancora non solidissima, o in cui le emozioni vengono vissute in modo molto pudico e riservato, la presenza del partner in sala parto possa portare per la mamma a un maggiore stress o preoccupazione.

I DUBBI SONO LEGITTIMI

Può succedere che una donna abbia il dubbio di fare entrare il partner in sala parto, perché si sente disturbata o imbarazzata all’idea che lui possa vederla in disordine, sudata, in una posizione poco elegante, presa dal dolore e quindi fuori controllo nel linguaggio e nei comportamenti. Il timore, spesso, è che il proprio uomo possa non riconoscerla, fino ad arrivare a perdere il desiderio nei suoi confronti.

In realtà nella maggior parte dei casi l’uomo incontra in sala parto una compagna che lo conferma e lo sorprende per la sua forza, la sua potenza, la sua capacità di far venire alla luce in modo naturale il loro bambino, dando inizio di un nuovo rapporto con lui o lei, un rapporto fatto anche di odori, di suoni, di sguardi, di contatto pelle a pelle.

Sudare, gridare, sporcarsi, fare fatica e piangere possono quindi essere vissuti non più o non solo come un momento di fragilità, ma diventano voce e simbolo della forza della donna, dell’affidarsi all’altro, del vivere insieme la fatica e la gioia del diventare genitori.

Allo stesso modo anche un uomo può essere timoroso, spaventato all’idea di confrontarsi con le emozioni, l’odore di disinfettanti, la sofferenza della propria compagna, la vista del sangue e l’atmosfera concitata che si respira in sala parto e che possono alimentare un senso di disagio e inadeguatezza che può mettere a dura prova anche il più coraggioso dei papà.

IL RUOLO DEL Papà IN SALA PARTO

Quando ci si confronta su questo tema, è  importante considerare che il papà in sala parto non è un semplice spettatore, solo o impotente. Non è neanche un aiutante del personale sanitario, ruolo che potrebbe attivarlo in modo eccessivo, inadeguato o invadente.

Il papà entra in sala parto innanzitutto per prendersi cura della sua compagna. In modo intenso, emozionato, ma discreto. Può rimanere dietro le sue spalle, vicino al suo viso, offrendole una presenza preziosa, delicata, quasi trasparente, espressa attraverso le carezze, i massaggi, parole di incoraggiamento e conforto.

Osservando e ascoltando la compagna, il papà ne asseconda il bisogno di sostegno e rassicurazione, facendosi a sua volta orientare e guidare dall’ostetrica o dal medico. La presenza del personale sanitario, attento e competente, sostiene entrambi i genitori, nello spazio privato ed intimo del parto, all’interno del quale anche il papà potrà sentirsi protetto mentre si emoziona, si commuove, piange e prende tra le braccia per la prima volta suo figlio o sua figlia.

quindi…

Assistere al parto può divenire in questo caso una esperienza emozionante, preziosa e profondamente intima da vivere con la propria compagna, condividendo con lei le grandi emozioni del diventare genitori: la determinazione e lo spaesamento, il senso di competenza e di vulnerabilità, la forza e la tenerezza. Durante il parto il papà accompagna la sua donna, sostenendola come testimone attivo e rassicurante nella prima grande separazione dal bambino, che viene così immediatamente riaccolto tra le braccia della coppia nel passaggio fondamentale del divenire genitori e triade.

Qual è la vostra esperienza?

Avete dubbi? Consigli? Esperienza che volete condividere con noi e con altri genitori?

Non esitate a raccontarcele …

 

3 thoughts on “La presenza del papà in sala parto: una scelta di coppia”

  1. 8 maggio 2014 … il papà di Vittoria era in sala parto con me …. è stato fondamentale … in quella giornata sono stata l’ultima di 4 a partorire … ci siamo fatti il travaglio sempre e solo io e lui …. e alla fine era dietro di me a sostenermi …

  2. Il nostro super papà 16 mesi fa ha deciso di esserci e di tenerci per mano cercando di tener lontano da noi le nostre tante paure facendole tutte sue. Non deve essere stato facile e credo sia anche traumatico per chi vede soffrire e soffre dell’errata convinzione di non poter far molto. Quel giorno la nostra bimba ha avuto la prima conferma che il suo papà le sarà sempre accanto…

  3. Il nostro super papà 16 mesi fa ha deciso di esserci e di tenerci per mano cercando di tener lontano da noi le nostre tante paure facendole tutte sue. Non deve essere stato facile e credo sia anche traumatico per chi vede soffrire e soffre dell’errata convinzione di non poter far molto. Quel giorno la nostra bimba ha avuto la prima conferma che il suo papà le sarà sempre accanto…

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